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Euro stabile sul dollaro dopo deboli dati Usa
L’euro staziona sul dollaro, dopo una giornata di ribassi visto che la debolezza degli ultimi dati economici Usa rafforza le ipotesi secondo cui l’economia dell’area euro potrebbe riprendersi prima di quella Usa.
A supportare il dollaro rimane la domanda di beni rifugio dopo che il salto dei sussidi di disoccupazione e i deboli dati sulle manifatture hanno spinto alcuni investitori a vendere gli asset rischiosi.
Questo ha aiutato il dollaro a restare sopra i minimi da 15 anni contro lo yen, visto che gli investitori sono preoccupati anche che le autorità giapponesi possano agire per rallentare il rafforzamento della valuta locale, nonostante molti operatori del mercato si aspettino un eventuale apprezzamento dello yen.
Alcuni analisti ritengono che il miglior outlook sull’economia dell’area euro possa sostenere la valuta comunitaria nei prossimi mesi.
“I numeri Usa sono stati deboli ieri, per questo si è rafforzata l’opinione che vedremo il restringimento monetario iniziare prima nell’area euro”, ha detto Sven Schubert, analista monetario di Credit Suisse a Zurigo.
Fonte: borsaitaliana.it.reuters.com

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Euro stabile sul dollaro dopo deboli dati Usa
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Forex trading durante il Fomc
Il mercato forex è stato estremamente silenzioso ieri, essendoci questa sera il FOMC, ed il greenback è salito contro tutte le major. Data la mancanza di partecipazione nei mercati ieri, l’andamento del dollaro può essere attribuito per la maggior parte alla riduzione di posizioni short – praticamente una riduzione del rischio prima della FOMC. Anche se la Fed non ha modificato i tassi di interesse dal dicembre 2008, questo meeting può essere importante perché molti analisti si aspettano una modifica nella politica monetaria oggi. Di fatto, Ben Bernanke non ha sradicato totalmente la possibilità di nuove misure di “Quantitative Easing”. Il dollaro chiaramente potrebbe perdere terreno se la Fed decidesse di reinvestire la liquidità in arrivo, comprando ulteriori MBS sul mercato. Non c’è bisogno di dire che la Fed lascerà i tassi invariati allo 0,25%: la ripresa del primo trimestre 2010 ha lasciato supporre una ripresa degna dell’economia più reattiva del mondo, e che ci sarebbe stata una scomparsa dei programmi di stimoli e seguenti rialzi nei tassi. Tuttavia nel secondo trimestre, l’economia USA ha rallentato pesantemente e dati come gli Non Farm Payrolls e la spesa per consumi hanno “torturato” gli economisti tanto speranzosi di non dover clamorosamente rivedere le proprie stime. Di fatto, la Fed si trova ora a decidere se reintrodurre le misure di Q.E., perché di colpi da sparare – a quanto pare – la Fed ne ha ancora. Gli stimoli di cui si parla sono vari: incoraggiare le banche a prestare fondi (quindi lubrificare il circuito del credito) attraverso la riduzione a 0 dell’interesse dovuto sulle riserve; il reinvestimento della liquidità in arrivo dagli MBS; riprendere l’acquisto di bond a lungo termine o ulteriori MBS (re immettendo ulteriore liquidità nel sistema); tenere il rendimento sui vari bond emessi dal governo americano ad un livello fisso per combattere la deflazione. Come possiamo utilizzare il meeting della Fomc a nostro vantaggio? Fare trading durante la FOMC è sempre difficile perché oltre all’incognita tassi c’è sempre la dichiarazione accompagnatoria. Invece di saltare dentro il mercato, 11 volte delle ultime 14 volte, l’EurUsd ha proseguito la mossa iniziata nella sessione americana fino al mattino londinese seguente. Questo significa che è meglio aspettare, prima di lanciarsi nel mercato, perché c’è una maggiore probabilità di avere una continuazione del movimento al posto di una inversione.
Passando all’euro, negli ultimi due mesi l’EurUsd ha ripreso quota considerevolmente fino a 1,3334 (venerdì). La ripresa dell’euro è avvenuto in parte per via di un miglioramento nei dati macro europei, ma ancora più per via del deterioramento dell’economia a stelle e strisce. In questo momento, invece, non è l’euro che guida EurUsd; invece è l’andamento del dollaro a muovere l’EurUsd.
Ecco perché i dati buoni della Germania non hanno impattato positivamente sull’euro: il mercato ora è concentrato su altro. Comunque il nostro feeling è che la solidità degli indicatori macro dell’area euro, unitamente alle difficoltà made-in-USA forniranno supporto notevole alla valuta più scambiata, forse fino a settembre. Anche la sterlina ha perso quota, dopo aver sfiorato 1,60 contro il greenback. Per la seconda volta di fila, il GbpUsd ha sfiorato questo livello di resistenza. Cosa avverrà la terza volta dipende dalla FOMC stasera, ma dipende anche dai dati UK in uscita stamani. Contrariamente alla Germania, la Gran Bretagna mostra dati macro in lieve flessione (soprattutto nel manifatturiero e nelle esportazioni). Il GbpUsd scambia in un range di 180 pip dal 3 agosto e vuole un break out. Se non avviene oggi, avverrà probabilmente domani sui dati relativi all’inflazione.
Passiamo alla sezione di analisi tecnica cominciando dall’immancabile EurUsd che, dopo i forti guadagni fatti segnare venerdì in corrispondenza dell’uscita dei non farm payrolls (è stato segnato un massimo a 1.3335) e dopo la nottata di consolidamento in Asia in apertura del mercato, si trova a 1.3150 ed ha incontrato delle aree di supporto soltanto tra 1.3220 e 1.3260. Tra qui e 1.3120 siamo in prossimità di livelli delicati che potrebbero dare una mano alla moneta unica, oppure lasciare che il dollaro ricominci la sua strada verso 1.3000 (1.3100 ultimo baluardo tecnico). La cosa che ci fa pensare, come letto in precedenza, è la riunione del FOMC che si terrà in serata: ci sembra di poter essere in quelle tipiche situazioni da “buy the rumors, sell the news”.
Movimento speculare del UsdJpy che è andato molto vicino al minimo assoluto di fine novembre dell’anno scorso a 84.801, battendo un prezzo in area 85 figura (85.012 per la precisione). Si tratta di momenti molto delicati per la sorte del buck, che, come per l’EurUsd dipenderanno molto da quello che evinceremo da Bernanke. La cosa buona è che dopo lo scossone di venerdì abbiamo assistito ad una risalita lenta ed ordinata che ha riportato il cambio a quota 86.00, mentre il fatto un po’ meno buono si ritrova nell’alta volatilità dovuta a questi ultimi eventi che in un momento del genere non fa bene soprattutto all’economia reale che, ha bisogno, oltre che di un faro che indichi la costa, anche di un mare calmo che accompagni questa nave in porti sicuri. In caso di annunci espansivi stasera si potrebbe tornare a visitare l’area di minimi oprima descritta, altrimenti 86.50 potrebbe essere il punto di arrivo per questo inizio di settimana.
Il dollaro ha invece recuperato terreno nei confronti della sterlina e pensiamo che la strada più probabile sia quella di una convergenza verso 1.5900 (1.5875 il target tecnico). Per spostarci da questa fase, tutto sommato laterale che stiamo vivendo, occorre che venga rotto il supporto in area 1.5730, altrimenti la quotazione potrebbe rimanere confinata in un paio di figure, tra 1.5950 e 1.5750.
Interessante dare un’occhiata anche al grafico dell’EurJpy, che non è riuscito a rompere il 112.556 segnato venerdì. La fase laterale continua e fino a che ci manterremo tra il punto indicato ed area 114.00 tutte le occasioni saranno buone per un po’ di heavy trading che può dare molte soddisfazioni.
Molto interessante anche l’EurChf. Se osserviamo un grafico a trenta minuti, è palese come l’avvicinamento in area 1.39 figura abbia trovato delle forti resistenze da parte dei compratori di franchi che, avendo delle posizioni lunghe di franchi con livelli di stop loss in prossimità della figura, stanno cercando di difendere quel livello. Se allarghiamo l’orizzonte temporale di osservazione ad un grafico giornaliero, risulta altrettanto chiaro che tra 1.3900 e 1.4000 ci sia una fortissima area di resistenza che potrebbe decidere la sorte del cambio nel medio periodo. Due bei punti tecnici fatti segnare tra maggio e giugno intorno a 40 e la media mobile esponenziale a 100 periodi, buona indicazione di resistenza dinamica, rafforzano la nostra idea.
Fonte: trend-online.com
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Analisi trading USD-CAD, USD-JPY, USD-CHF
Analisi trading USD-CAD
Nulla di nuovo da segnalare rispetto a ieri. Il usdcad ha oscillato ieri in un range ristretto rimanendo sotto la media mobile a 50 gg di breve che fa da prima resistenza a 1.0285 e sotto la linea di resistenza statica di 1.0300. Il usdcad non è però nemmeno riuscito a scendere sotto la prima linea di supporto statica che passa a 1.0229.
Gli indicatori sono in zona neutra. Sopra 1.0300 gli obiettivi al rialzo sono a 1.0390 dove passano sia una linea statica sia una dinamica e la media mobile a 50 gg di medio termine. Sotto 1.0229 e 1.0203 (minimo relativo), i successivi obiettivi saranno a 1.0150 e a 1.0100. Per il momento rimaniamo alla finestra.
Analisi trading USD-JPY
Con 85.32, il usdjpy ha toccato un nuovo minimo relativo e si sta avvicinando ai minimi di novembre 2009 di 85.00 e 84.80. Gli indicatori intraday sono andati in andati in zona di ipervenduto, mentre quelli giornalieri sono a ridosso della parte bassa della banda di oscillazione ma in divergenza positiva.
Il primo livello di resistenza è a 86.28 (linea statica) poi la media mobile a 50 gg di breve che passa a 86.55 e 86.75 (linea statica). Quella di medio termine passa a 88.04.
Per la giornata odierna vendiamo sui rialzi fino a 86.28 con stop a 86.65.
Analisi trading USD-CHF
Sostenuto dal ribasso del franco svizzero, il usdchf non è riuscito ieri a scendere sotto il minimo relativo di 1.0347 e ha superato stamattina una prima linea di trend di breve che passava a 1.0400. Il primo livello di resistenza è posto alla media mobile a 50 gg di breve che fa da resistenza a 1.0438, seguito da una linea statica che passa a 1.0488.
Gli indicatori giornalieri sono sempre a ridosso della parte bassa della banda di oscillazione in chiara divergenza positiva, mentre quelli intraday sono in zona neutra. Sotto 1.0347, i successivi obiettivi al ribasso sono a 1.0300 e a 1.0250. Solo sopra 1.0488 potremmo assistere ad una nuova gamba rialzista verso la media mobile a 50 gg di medio termine che passa a 1.0667, con resistenze intermedie a 1.0587 e a 1.0638.
Per la giornata odierna acquistiamo in area 1.0400 con stop a 1.0340. In alternativa suggerisco di acquistare opzioni call USD put CHF strike 1.0475 a 1 mese con un costo di circa 1 figura (0.0100), sfruttando la volatilità relativamente bassa.
Fonte: trend-online.com
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Analisi trading USD-CAD, USD-JPY, USD-CHF
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Analisi trading USD-JPY
Con 85.32, il usdjpy ha toccato un nuovo minimo relativo e si sta avvicinando ai minimi di novembre 2009 di 85.00 e 84.80. Gli indicatori intraday sono andati in andati in zona di ipervenduto, mentre quelli giornalieri sono a ridosso della parte bassa della banda di oscillazione ma in divergenza positiva.
Il primo livello di resistenza è a 86.28 (linea statica) poi la media mobile a 50 gg di breve che passa a 86.55 e 86.75 (linea statica). Quella di medio termine passa a 88.04.
Per la giornata odierna vendiamo sui rialzi fino a 86.28 con stop a 86.65.
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Gli indicatori giornalieri sono sempre a ridosso della parte bassa della banda di oscillazione in chiara divergenza positiva, mentre quelli intraday sono in zona neutra. Sotto 1.0347, i successivi obiettivi al ribasso sono a 1.0300 e a 1.0250. Solo sopra 1.0488 potremmo assistere ad una nuova gamba rialzista verso la media mobile a 50 gg di medio termine che passa a 1.0667, con resistenze intermedie a 1.0587 e a 1.0638.
Per la giornata odierna acquistiamo in area 1.0400 con stop a 1.0340. In alternativa suggerisco di acquistare opzioni call USD put CHF strike 1.0475 a 1 mese con un costo di circa 1 figura (0.0100), sfruttando la volatilità relativamente bassa.
Fonte: trend-online.com
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Le vendite di nuove case fanno ripartire l’euro/dollaro
Se gli stress-test erano stati chiesti dal mercato per chiarire il reale stato di salute del sistema bancario europeo, la pubblicazione dei risultati ha contribuito solo parzialmente ad allontanare le tensioni. Il grande successo dei test ha fatto riemergere le critiche sui criteri utilizzati; a finire sotto accusa è stata prima di tutto la scelta di escludere a priori la possibilità di un default di uno Stato sovrano.
In un simile contesto la moneta unica ha dovuto attendere le 16 per allungare i guadagni sul biglietto verde, quando la pubblicazione del dato relativo le vendite negli Stati Uniti di nuove case, attestatesi a giugno a 330 mila (+10 mila rispetto al consenso), ha spinto al rialzo anche i listini azionari.
Il cross euro-dollaro in questo momento quota 1,2976, lo 0,5% in più rispetto al dato precedente. Sembrerebbe aver tenuto la resistenza individuabile a 1,2984. Sale di mezzo punto percentuale anche l’euro/yen, a 113,17. Le indicazioni migliori delle attese arrivate dai dati macro nelle ultime sedute stanno sostenendo anche il greggio, salito sopra 79$/barile. Beneficiano di questo movimento le c.d. commodity currencies, con l’aud/usd a 0,8993 e lo usd/cad a 1,0311.
Il biglietto verde scambia in calo anche contro la sterlina, con il cross gbp/usd a 1,5496. Il cable nel corso della giornata ha toccato i massimi da 3 mesi a 1,5519. La moneta di Sua Maestà sta approfittando dei dati migliori delle attese arrivati la scorsa settimana dal Pil del secondo trimestre, salito inaspettatamente dell’1,1%.
Fonte: delleconomia.it

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Euro stabile malgrado il dato Ifo positivo
Questa sera alle ore 18 saranno finalmente resi pubblici i risultati degli stress test bancari, queste ultime ore di attesa però non stanno facendo bene all’euro.
La valuta europea questa mattina era stata protagonista di un rialzo nei confronti del dollaro grazie ai dati dell’indice Ifo della Germania decisamente superiori alle previsioni, in quanto gli analisti avevano stimato che che il valore dell’indice si sarebbe attestato sui 101,6, mentre il risultato pubblicato è stato di 106,2. Questo chiaramente ha dato una bella carica positiva all’euro, il quale però è stato poi penalizzato dall’ansia per i risultati ormai imminenti degli stress test, così la moneta unica si è vista azzerare completamente i punti guadagnati nella mattinata con il cambio EUR/USD attualmente a 1,2822.
I guadagni di chi investe o ha investito di recente sull’euro rimangono quindi molto contenuti se non nulli, e di certo non migliora la situazione il pessimismo indotto dai due analisti Sverre Holbek della Danske e Adam Cole della Rbc Capital Markets, i quali hanno dichiarato che malgrado i dati tedeschi positivi diano buone speranze di crescita qualsiasi risultato negativo degli stress test avrà un forte impatto sull’andamento dell’euro. Non si può far altro che aspettare gli attesissimi esiti per poter valutare quale sia il miglior investimento.
Articolo Scritto Da Luca Marengo Il 07.24.10
Fonte: onlinetutorial.it

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Euro stabile malgrado il dato Ifo positivo
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L’industria del forex trading
L’industria del Forex Trading
Con un giro d’ affari giornaliero di oltre 3.2 trilioni di dollari, secondo le stime della banca che regola le intermediazioni finanziarie internazionali, è divenuto rapidamente il piu grande mercato finanziario con il più alto tasso di liquidità. Tuttavia si tratta di un mercato cha ha finora consentito un’ accesso molto ristretto agli operatori privati dal momento che abitualmente utilizza la terminologia e le procedure che possono richiedere anni di esperienza per essere comprese.
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La Cina aumenta le riserve di valute estere
Sempre più attenzione al mercato cinese. La Cina ha aumentato le sue riserve in valuta estera, raggiungendo il record di 2.454 miliardi dollari durante il secondo trimestre del 2010, aumentando di 7,19 miliardi di dollari la somma detenuta durante il primo trimestre. L’aumento è stato tuttavia minimo rispetto alle previsioni iniziali, che lo volevano di quasi 48 miliardi di dollari rispetto al primo trimestre.
Le riserve di valuta estera sono aumentate di 43 miliardi di dollari ad aprile, di quasi 15 miliardi di dollari a giugno ma sono scese di ben 51 miliardi di dollari a maggio. Secondo la banca centrale, la causa di questa grande perdita è dovuta alla caduta del valore dell’euro, che ha rallentato la crescita delle riserve Forex della Cina.
La scorsa settimana la Chinese Administration of Foreign Exchange ha detto che è fiduciosa di riuscire ad ottenere dei rendimenti stabili nel lungo periodo dalle sue riserve di valute. Un calo del valore del dollaro USA non si tradurrà in una perdita reale degli investimenti cinesi. D’altra parte la Cina ha fatto sapere che manterrà il tasso di cambio della sua moneta, lo Yuan, sostanzialmente stabile. Ci sono inoltre, secondo l’amministrazione cinese del Forex, tutte le condizioni per non attendersi più un aumento del valore dello yuan, come dimostra l’allentamento dell’afflusso di valuta estera.
Durante la giornata di oggi la banca centrale ha detto che le banche cinesi hanno diminuito i prestiti a giugno rispetto a quelli erogati a maggio. La Cina ha abbassato i prestiti per ridurre il rischio di bolle negli asset di proprietà.
In ogni caso, per chi volesse investire nel Forex, la Cina è una paese che bisogna tenere in grande considerazione, se non proprio per lo Yuan, per le news che dal paese orientale vengono diffuse e che possono sicuramente influire sull’andamento delle principali valute mondiali, come dollaro e euro.
Fonte: ilovetrading.it
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Tutti in attesa dell’earning season
Giornata piuttosto piatta sul valutario, con gli operatori che ormai guardano alla prossima ottava, quando Alcoa darà il via all’earning season statunitense. La moneta unica oggi ha ritracciato parte dei guadagni dei giorni scorsi, conservando livelli chiave nei confronti di dollaro canadese e yen. Per acquistare 1 euro in questo momento sono necessari 1,2632 dollari statunitensi (-0,4%) e 111,75 yen (-0,5%). Il biglietto verde scambia sostanzialmente stabile nel dollar index a 83,894. Scarna l’agenda macroeconomica statunitense, che oggi prevedeva il solo dato relativo le scorte delle imprese, salite a maggio di mezzo punto percentuale, 10 punti base in più rispetto alle attese.
Indicazioni interessanti sono invece arrivate dalla Bank of Korea, che a sorpresa ha alzato il costo del denaro per la prima volta dallo scoppio della crisi economica. Il tasso di riferimento è stato portato dal 2 al 2,25%. L’altra notizia del giorno è rappresentata dalle ottime indicazioni arrivate dal mercato del lavoro canadese.
A giugno il saldo delle buste paga è stato positivo per 93.200 unità, contro le circa 18 mila pronosticate alla vigilia dagli analisti. Non solo. Scende il tasso di disoccupazione, che dall’8,1% è passato al 7,9%, il livello minore dal gennaio 2009. Il consenso degli analisti era per una conferma dell’8,1% precedente. Si tratta del sesto mese consecutivo in cui il mercato del lavoro canadese registra un saldo positivo. Il loonie, il dollaro canadese, ne ha approfittato per guadagnare terreno contro le altre commodity currencies, con l’aud/cad in calo dell’1,2% a 0,9027, contro euro (eur/cad a 1,3048, -1,4%) e nel cross con il dollaro (usd/cad 1,0329, -1%).
Le altre indicazioni macro della giornata hanno riguardato la Gran Bretagna. I prezzi alla produzione in versione output hanno fatto registrare un calo congiunturale dello 0,3%, con il dato annuo che sale del 5,1% (dal 5,7%). Il Ppi input è sceso dello 0,2% mensile e del 10,7% annuo (da +11,2%). Il disavanzo della bilancia commerciale per quanto riguarda i beni si è invece attestato a 8,1 mld di sterline, contro i -7,4 mld di aprile; +4,2 mld per la bilancia dei servizi. Il dato complessivo registra quindi un deficit di 3,8 mld, dai 3,5 mld di aprile. L’euro/sterlina quota in calo dello 0,1% a 0,8367, mentre il cable, il cross gbp/usd, registra un -0,3% a 1,5093.
Fonte: delleconomia.it
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