Archivio di maggio 2009
I player nel FOREX MARKET
Per poter capire le logiche che ci sono dietro ai movimenti sul Forex bisogna sapere quali sono i player che entrano in gioco.
Possiamo riconoscerne essenzialmente 7:
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Le BANCHE CENTRALI: I loro interventi hanno una grande influenza sul mercato in quanto movimentano grosse quantità di valuta. Il loro scopo è essenzialmente di controllo (sostenere o invertire un trend, raggiungere obiettivi di politica economica o controllare la volatilità), anche se è molto influente la loro operatività per negoziare debiti in valuta estera e per l’esecuzione di operazioni necessarie per il funzionamento del governo e della società. Possono operare con o senza preavviso, e apertamente o attraverso broker. Una volta ogni “scesa in campo” di una banca centrale aveva un’influenza enorme sui mercati, oggi, invece, questo tipo di operazioni hanno un’influenza sempre per via della grandezza del mercato. E’ per questo che si vedono sempre più spesso (soprattutto in momenti di crisi) operazioni coordinate tra le vari banche centrali.
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BANCHE: Si dividono in banche retail (che operano per conto della clientela) e Investment Banks (le famose banche d’affari che possono anche negoziare per conto proprio).
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BROKERS: Operano per conto della clientela guadagnando aumentando lo spread del mercato (differenza tra prezzo di acquisto e di vendita) o applicando commissioni.
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MULTINAZIONALI: Operano sul Forex per copertura sul rischio di cambio, ossia per coprirsi dal rischio di deprezzamento della valuta in caso di operazioni in valuta straniera.
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SPECULATORI: Gli speculatori hanno un ruolo importante, in quanto aumentano la liquidità del mercato in modo molto consistente. Il loro scopo è ottenere profitto indipendentemente dall’operazione aperta (long o short) e dalla valuta. In poche parole vanno dove li porta il vento. La maggior parte dei forex trader appartiene a questa categoria. Solitamente trattano operazioni di breve durata (dai pochi secondi degli scalper a diversi giorni).
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INVESTITORI: Essenzialmente sono persone che o operano investimenti in valuta estera o hanno aperto operazioni di lunga durata (anche diversi anni) in contrapposizione alle operazioni solitamente veloci degli speculatori.
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I player nel FOREX MARKET
Candlestick Pattern – Hammer e Hanging Man
Hammer e Hanging Man sono segnali di una possibile inversione di trend. La figura sopra mostra la loro forma (entrambi possono essere indifferentemente hammer o hanging man). Se dopo un lungo trend ribassista ci si trova di fronte ad una delle 2 candele della figura sopra si è in presenza di un HAMMER. Questo tipo di candela dopo un trend ribassista rappresenta il fatto che i tori hanno “comprato a man bassa” e hanno esaurito la loro forza in favore dei tori. Ovviamente questa candela è solo un segnale e non un’indicazione certa di cambio di trend, quindi si avrà bisogno di una conferma. Una volta ottenuta dal proprio sistema molti trader aprono una posizione con stoploss all’estremo della shadow (il punto più basso toccato dalla candela).
Tutto questo è valido anche in un trend rialzista, con la differenza che in quel caso si è di fronte ad un HANGING MAN.
Nel prossimo post vedremo la SHOOTING STAR e l’INVERTED HAMMER.

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Candlestick Pattern – Hammer e Hanging Man
Introduzione ai Candlestick Pattern
L’analisi delle candlestick e del loro insieme ci permette di avere una chiara idea dello stato e dello sviluppo del mercato. Un metodo molto usato in analisi tecnica è quello dell’analisi dei PATTERN, ossia dello studio delle serie di candele che si vengono a creare e del loro significato. Come vedremo esistono delle figure che riescono a dirci con un’elevata percentuale di successo come si stà sviluppando il mercato.![]()
Innanzitutto bisogna prendere in considerazione il BODY della candela. I 2 parametri da considerare sono la sua lunghezza e il suo colore (candela toro o candela orso). Le Long Body sono caratterizzate da un corpo particolarmente lungo e le Short Body (o Spinning Top) hanno un corpo corto. Con body intendiamo la parte della candela che stà tra il valore di apertura e il valore di chiusura. La shadow (il resto della candela) per il momento non è preso in considerazione. Una long body indicherà un trend deciso, una short body indicherà uno stato di incertezza (le forze di tori e orsi si equivalgono o quasi, e il mercato non ha un trend).
Un’indicazione di trend molto forte si ha con il cosidetto Marubozu, ossia una candela senza shadow (costituita solo dal body). Questo perchè idealmente rappresenta una candela in cui il trend è deciso e in una sola direzione.![]()
Secondo gli analisti giapponesi (ideatori delle candlesticks e delle principali tecniche di analisi) la differenza tra una candela normale e una LONG BODY stà nella differenza tra le lunghezze (la spinning top è il triplo della candela precedente e viceversa per la short body).
Un particolare tipo di SHORT BODY è il Doji. La sua particolarità stà nel fatto che il body è così piccolo che apertura e chiusura coincidono. Sostanzialmente è un segno di indecisione, e in forti trend può raffigurare un imminente cambio di direzione. Tengo a sottolineare che non è un segnale di acquisto/vendita, ma solo un segnale di indecisione che deve essere confermato dalla strategia che ognuno usa.
Nel prossimo articolo tratteremo il primo esempio di pattern: l’HAMMER.
Se doveste essere interessati all’argomento posso consigliare quello che penso sia il miglior libro sulle candlestick: JAPANESE CANDLESTICKS CHARTING TECHNIQUES, Steve Nison.

Continued here:
Introduzione ai Candlestick Pattern
Introduzione ai Candlestick Pattern
L’analisi delle candlestick e del loro insieme ci permette di avere una chiara idea dello stato e dello sviluppo del mercato. Un metodo molto usato in analisi tecnica è quello dell’analisi dei PATTERN, ossia dello studio delle serie di candele che si vengono a creare e del loro significato. Come vedremo esistono delle figure che riescono a dirci con un’elevata percentuale di successo come si stà sviluppando il mercato.![]()
Innanzitutto bisogna prendere in considerazione il BODY della candela. I 2 parametri da considerare sono la sua lunghezza e il suo colore (candela toro o candela orso). Le Long Body sono caratterizzate da un corpo particolarmente lungo e le Short Body (o Spinning Top) hanno un corpo corto. Con body intendiamo la parte della candela che stà tra il valore di apertura e il valore di chiusura. La shadow (il resto della candela) per il momento non è preso in considerazione. Una long body indicherà un trend deciso, una short body indicherà uno stato di incertezza (le forze di tori e orsi si equivalgono o quasi, e il mercato non ha un trend).
Un’indicazione di trend molto forte si ha con il cosidetto Marubozu, ossia una candela senza shadow (costituita solo dal body). Questo perchè idealmente rappresenta una candela in cui il trend è deciso e in una sola direzione.![]()
Secondo gli analisti giapponesi (ideatori delle candlesticks e delle principali tecniche di analisi) la differenza tra una candela normale e una LONG BODY stà nella differenza tra le lunghezze (la spinning top è il triplo della candela precedente e viceversa per la short body).
Un particolare tipo di SHORT BODY è il Doji. La sua particolarità stà nel fatto che il body è così piccolo che apertura e chiusura coincidono. Sostanzialmente è un segno di indecisione, e in forti trend può raffigurare un imminente cambio di direzione. Tengo a sottolineare che non è un segnale di acquisto/vendita, ma solo un segnale di indecisione che deve essere confermato dalla strategia che ognuno usa.
Nel prossimo articolo tratteremo il primo esempio di pattern: l’HAMMER.
Se doveste essere interessati all’argomento posso consigliare quello che penso sia il miglior libro sulle candlestick: JAPANESE CANDLESTICKS CHARTING TECHNIQUES, Steve Nison.

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Introduzione ai Candlestick Pattern
Introduzione ai Candlestick Pattern
L’analisi delle candlestick e del loro insieme ci permette di avere una chiara idea dello stato e dello sviluppo del mercato. Un metodo molto usato in analisi tecnica è quello dell’analisi dei PATTERN, ossia dello studio delle serie di candele che si vengono a creare e del loro significato. Come vedremo esistono delle figure che riescono a dirci con un’elevata percentuale di successo come si stà sviluppando il mercato.![]()
Innanzitutto bisogna prendere in considerazione il BODY della candela. I 2 parametri da considerare sono la sua lunghezza e il suo colore (candela toro o candela orso). Le Long Body sono caratterizzate da un corpo particolarmente lungo e le Short Body (o Spinning Top) hanno un corpo corto. Con body intendiamo la parte della candela che stà tra il valore di apertura e il valore di chiusura. La shadow (il resto della candela) per il momento non è preso in considerazione. Una long body indicherà un trend deciso, una short body indicherà uno stato di incertezza (le forze di tori e orsi si equivalgono o quasi, e il mercato non ha un trend).
Un’indicazione di trend molto forte si ha con il cosidetto Marubozu, ossia una candela senza shadow (costituita solo dal body). Questo perchè idealmente rappresenta una candela in cui il trend è deciso e in una sola direzione.![]()
Secondo gli analisti giapponesi (ideatori delle candlesticks e delle principali tecniche di analisi) la differenza tra una candela normale e una LONG BODY stà nella differenza tra le lunghezze (la spinning top è il triplo della candela precedente e viceversa per la short body).
Un particolare tipo di SHORT BODY è il Doji. La sua particolarità stà nel fatto che il body è così piccolo che apertura e chiusura coincidono. Sostanzialmente è un segno di indecisione, e in forti trend può raffigurare un imminente cambio di direzione. Tengo a sottolineare che non è un segnale di acquisto/vendita, ma solo un segnale di indecisione che deve essere confermato dalla strategia che ognuno usa.
Nel prossimo articolo tratteremo il primo esempio di pattern: l’HAMMER.
Se doveste essere interessati all’argomento posso consigliare quello che penso sia il miglior libro sulle candlestick: JAPANESE CANDLESTICKS CHARTING TECHNIQUES, Steve Nison.

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Introduzione ai Candlestick Pattern
Introduzione alla Teoria di Gann
La teoria di Gann, una delle teorie basi del Forex è quella sviluppata da Gann, che richiama una visione classica del Foex stesso. Per elaborare le sue teorie, Gann ha seguito diversi approcci: matematico, geometrico, astronomico, biblico.
La teoria di Gann è estremamente complicata nell’applicazione pratica, ma nonostante questo resta molto utile per capire alcuni fondamenti del Forex.
Secondo Gann, ogni uomo ha due capitali principali, uno economico e uno psicologico. Quest’ultimo è quello più importante, perché se lo si perde, in breve si perderà anche quello economico.
Gann dice che i cambiamenti dei trend arrivano a determinate scadenza. Quelli dei minori arrivano ogni 7, 9, 11.25, 14, 18, 21, 22.5 giorni, i cambiamenti dei trend intermedi ogni 120, 144, 180, 240, 270, 288 e 360 giorni, infine i cambiamenti dei trend lunghi ogni 3.5, 7, 11.25, 15, 22.5, 30, 45, 60, e 90 anni.
Secondo Gann è possibile tracciare delle rette angolari, partendo da un punto di minimo o di massimo che sia scelto correttamente. La rettà più importante è quella a 45°. Se il trend rompe al rialzo questa linea, significa che c’è un trend positivo, se invece la rompe al ribasso, c’è un trend ribassista. Quando sono passate tre sedute consecutive, si può affermare con una certa sicurezza se il livello dal quale il ribasso è partito sia un massimo, oppure se il livello dal quale il rialzo è partito sia un minimo.
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Introduzione alla Teoria di Gann
Introduzione alla Teoria di Gann
La teoria di Gann, una delle teorie basi del Forex è quella sviluppata da Gann, che richiama una visione classica del Foex stesso. Per elaborare le sue teorie, Gann ha seguito diversi approcci: matematico, geometrico, astronomico, biblico.
La teoria di Gann è estremamente complicata nell’applicazione pratica, ma nonostante questo resta molto utile per capire alcuni fondamenti del Forex.
Secondo Gann, ogni uomo ha due capitali principali, uno economico e uno psicologico. Quest’ultimo è quello più importante, perché se lo si perde, in breve si perderà anche quello economico.
Gann dice che i cambiamenti dei trend arrivano a determinate scadenza. Quelli dei minori arrivano ogni 7, 9, 11.25, 14, 18, 21, 22.5 giorni, i cambiamenti dei trend intermedi ogni 120, 144, 180, 240, 270, 288 e 360 giorni, infine i cambiamenti dei trend lunghi ogni 3.5, 7, 11.25, 15, 22.5, 30, 45, 60, e 90 anni.
Secondo Gann è possibile tracciare delle rette angolari, partendo da un punto di minimo o di massimo che sia scelto correttamente. La rettà più importante è quella a 45°. Se il trend rompe al rialzo questa linea, significa che c’è un trend positivo, se invece la rompe al ribasso, c’è un trend ribassista. Quando sono passate tre sedute consecutive, si può affermare con una certa sicurezza se il livello dal quale il ribasso è partito sia un massimo, oppure se il livello dal quale il rialzo è partito sia un minimo.
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Introduzione alla Teoria di Gann
Segnali di Trading 21/5
Aperto un LONG sull’ USDCHF a 1.1000. TP a 1.1100 (livello 2/8th).

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Segnali di Trading 21/5
Segnali di trading 20/05

GBPUSD è in overbought, l’RSX14 è oltre l’80 e abbiamo appena toccato il livello +1/8th di Murrey. A mio parere al massimo potrà arrivare al livello +2/8th.
Ho aperto uno SHORT a 1.5749 con TP 1.5500. Probabilmente potremmo arrivare anche a 1.53, però preferisco non eccedere con il rischio.

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Segnali di trading 20/05
I Pivot Points nel Forex
I Pivot Points sono dei supporti e delle resistenze molto usati nel forex, con ottimi riscontri a livello operativo.
Il loro utilizzo è pari a quello di supporti e resistenze, e definiscono al contempo il trend. Infatti se i prezzi si muovono all’interno di r1 e s1 saremo in un mercato laterale. Mentre sopra R1 (resistenza 1) si avrà un mercato in trend rialzista, e sotto S1 (Supporto 1) si avrà un mercato ribassista. Più ci si avvicina ai supporti e resistenze esterni e più si avrà un trend forte e definito.
I Pivot Points Considerano anche la volatilità del mercato. Più i livelli sono vicini più la volatilità del mercato è bassa, più i livelli sono lontani e più la volatilità sarà alta. Con tutta una serie di considerazioni già fatte con le Bollinger Band. Ovvero ad ogni compressione di volatilità seguirà una esplosione della stessa, quindi si avranno movimenti più ampi e repentini.
I Pivot Point Sono uno strumento molto completo, poiché forniscono molteplici indicazioni. Supporti resistenze, trend e volatilità.
E’ uno strumento utilizzato molto dell’ intraday!
Ecco un link per scaricare l’indicatore.
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I Pivot Points nel Forex
Segnali di trading 18/05

SHORT USDCHF con TP 1.1170. Con questa trade puntiamo a non troppi punti perchè siamo nella zona bassa delle Murrey Lines.
Arrivati a TP per 57 pips.

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Segnali di trading 18/05
IBFX – Interbank Fx
InterbankFx è uno dei principali market maker americani sul forex. Le sue principali caratteristiche sono:
1) MARGINE 1:400 (0.25%): Il margine è una cosa molto soggettiva. Possiamo dire che questo tipo di margine è perfetto per uno scalper speculativo, ma anche pericoloso perchè con livelli simili di esposizione è facile bruciarsi. Per contro non si è obbligati ad usare tutto il margine, quindi più alto è più siamo liberi di scegliere.
2) Piattaforma: La piattaforma usata da IBFX è Metatrader 4, che penso non abbia bisogno di presentazioni.
3) Spread: Gli spread sono molto contenuti e concorrenziali, tra i più bassi del mercato.
4) Depositi/Prelievi: Sono utilizzabili carte di credito, bonifici bancari e assegni. Il contro è che per i depositi tramite carta di credito applicano una commissione di 20$ (rendendo questa opzione poco conveniente. Quindi se non si ha intenzione di usare la carta di credito non ci sono problemi.
Personalmente non ho mai avuto il piacere di fare trading in live con questo broker ma molte mie conoscenze lo usano senza problemi.

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IBFX – Interbank Fx
Tassazione sul Capital Gain nel Forex
Veniamo ad un argomento di grande interesse per ogni Forex Trader italiano. La tassazione sul Capital Gain.
Non esiste di fatto, in Italia, una legislazione specifica su questo tipo di guadagni derivati dal semplice scambio di valute, tuttavia è possibile dedurre il trattamento fiscale di tali guadagni a partire da alcune leggi che citeremo in questo articolo.
Ecco cosa recita la legislazione riguardo al tema di nostro interesse: ‘ La tassazione delle cessioni di valute rinvenienti da depositi o conti correnti si verifica soltanto nel caso in cui la giacenza massima dei depositi e conti correnti intrattenuti sia superiore a 51.6645,69 euro (100 milioni di lire) per almeno 7 giorni lavorativi continui.’ (i-ter art.67 D.P.R. 917/86)
All’apertura di una posizione Forex, anche in marginazione, acquistiamo di fatto una certa quantità di valuta che teniamo su un conto a noi intestato fino a chiusura della posizione. Nel trading in Forex abbiamo inoltre la chiusura e riapertura automatica delle posizioni ogni 24 ore. Non esistono quindi posizioni Forex aperte per più giorni. Le posizioni multiday senza delivery fisico della valuta comportano la chiusura della posizione e la sua riapertura automatica. Il controvalore relativo a queste posizioni non figura quindi come giacenza presente in forma continuativa sul conto corrente.
Inoltre se il D. Lgs. 461/97, prevede la tassazione su capital gain (guadagni provenienti dalla vendita di strumenti finanziari), con un’aliquota del 12,50%, dal DLG 24 FEB 98 NR 58, si rileva che l’intermediazione nei cambi non è strumento finanziario ma strumento accessorio. ’ E’ quindi totalmente lecito non dichiarare eventuali guadagni tratti dall’attività di trading in Forex.
Per sicurezza ho chiesto informazioni alla mia banca (IWBank) e mi è stato assicurato che non esiste tassazione sul Forex. La conferma dello stesso la potrete trovare nel Forum IWBank.
Ovviamente dal momento che non esiste tassazione sul capitali gain non si potranno portare a deduzione eventuali perdite…
Original post:
Tassazione sul Capital Gain nel Forex
La Teoria delle Onde di Elliott e la Serie di Fibonacci
La teoria di Elliott poggia su 2 pilastri:
- 5 onde nel trend principale (1-2-3-4-5);
- 3 onde (di correzione al trend principale) nel trend secondario (A-B-C).
Le onde 1, 3 e 5 sono onde impulsive mentre le onde 2 e 4 rappresentano le onde correttive dell’onda 1 e 3.
L’onda 2 non può correggere oltre l’origine di onda 1 e l’onda 3 non è mai l’onda più piccola della sequenza ma normalmente la principale e la più lunga.
Se accade che l’onda 1 sia più lunga dell’onda 3, la successiva onda 5 non potrà superare la lunghezza dell’onda 3.
L’onda 4 non deve oltrepassare il massimo di onda 1.
In genere le onde impulsive conterranno un ulteriore movimento a 5 onde mentre le onde correttive conterranno un movimento a 3 onde.
ONDE IMPULSIVE (1-3-5)
L’inizio di onda 1 rappresenta il punto di inversione e l’inizio della nuova fase impulsiva a 5 onde. La dimensione spazio / tempo dell’onda è il punto di partenza su cui verranno calcolate le successive 4 onde.
L’onda 1 al suo interno è formata da una struttura a 5 onde.
Normalmente l’onda 1 viene inquadrata dagli operatori come una semplice reazione del trend principale confermata poi dall’onda 2; i volumi dell’onda 1 sono alti rispetto a quelli registrati nell’area di esaurimento del trend precedente.
L’onda 3 è la più forte ed ampia di tutto il movimento a 5 onde; è la conferma dell’inversione ed è il migliore impulso con riferimento agli alti valori di momentum, volatilità, direzionalità e volumi.
Normalmente l’onda 3 raggiunge un obiettivo pari ai valori 1 – 1,618 – 2,618 del movimento dell’onda 1 (numeri di Fibonacci).
L’onda 3 al suo interno è formata da una struttura a 5 onde.
Gli operatori con l’onda 3 si accorgono del nuovo trend incrementando così i volumi e la direzionalità del movimento; il prezzo acquista velocità e accelerazione.
L’onda 5 segna la fine del movimento del trend principale; di norma esprime volatilità, direzionalità e volumi scarsi.
Gli obiettivi dell’onda 5 possono essere :
- la stessa lunghezza dell’onda 1;
- il 61,8% o il 76,4 della distanza tra l’onda 1 e l’onda 3;
- la stessa proporzione percentuale di 3 a 1.
Nel 20% dei casi l’onda 5 è formata da un movimento a 5 onde; per un altro 20% assume una figura “diagonal triangle” simile al wedge; per un 10% non riesce nemmeno a superare i massimi dell’onda 3 (soprattutto quando l’onda 4 ha corretto per oltre il 50% il movimento di onda 3); per il restante 50% assume forme assai diverse tra loro che verranno trattate in seguito.
Gli operatori credono che il trend non si possa concludere e mantengono le posizioni trovandosi poi contro il nuovo trend A-B-C che correggerà la struttura con estensione compresa tra il 38,2% e 61,8% dell’intero movimento precedente.
ESTENSIONE (il conteggio delle onde arriva a 9)
E’ una caratteristica che spesso si trova presente nel conteggio a 5 onde ed è rappresentata da un ulteriore ciclo. L’estensione può avvenire nell’onda 1 o 3 o 5 ma probabilmente si verifica su onda 3 (comunque può esserci SOLAMENTE in una delle onde dell’intero ciclo).
Se si verifica sull’onda 1 l’intera figura avrà forma simile ad un wedge con l’onda 3 media e l’onda 5 piccola eguale a 3; in tal caso la correzione potrà raggiungere gli estremi dell’onda 2.
Se l’estensione avviene sull’onda 5 la correzione successiva sarà minima in termini di spazio allungandosi solamente in tempo e raggiungendo al massimo i minimi (trend rialzista) o i massimi (trend ribassista) dell’onda 4. Inoltre, le estensioni di onda 5 hanno solitamente 2 ritracciamenti (vedi figura 5-6 e 7-8) :
ONDE CORRETTIVE (2, 4)
L’onda 2 ricopre normalmente tra il 38,2% e 61,8% dell’onda 1 ma può raggiungere anche il 100% senza mai però oltrepassare il minimo di onda 1. Le formazioni daily o weekly possono cadere nel 25% dei casi tra il 38,3 e 50% di ritracciamento mentre nel 75% dei casi tra il 61,8 e 76,4%.
Il punto finale dell’onda 2 di norma è associato a condizioni di ipervenduto.
L’onda 2 è formata al suo interno da 3 onde A-B-C.
L’onda 4 è formata sempre da 3 onde ma graficamente è notevolmente diversa da onda 2: di solito il patter risulta compresso con sembianza di sideway o triangolo. Le dimensioni di onda 4 sono minime: di norma la correzione ideale cade tra un 23,6% e 38,2% del movimento espresso dall’onda 3 (solo a volte sino al 50%).
Solo in rari casi si scende oltre il 50%; in questi casi ci sono elevate probabilità che l’onda 5 non superi il top di onda 3.
L’onda 4 è anche il primo supporto alla correzione A che corregge di norma tra l’onda 3 e 4
LE ONDE A-B-C
La prima onda correttiva A può contenere al suo interno 3 o 5 onde; è di solito un movimento unidirezionale che termina tra l’onda 3 e 4.
L’onda B è l’unico movimento che deve presentare al suo interno un pattern a 3 onde; può correggere in misura estremamente variabile l’onda A:
- B classica: 38,2 o 61,8 o 100% di A;
- B irregolare: oltre il 100% o 138,2% di A.
In generale se l’onda A è composta da 5 onde, l’onda B ritraccerà tra il 38,2% ed il 100% di A; se l’onda A è composta da 3 onde la B ritraccerà da un minimo del 50% al 138,2% di A.
L’onda C è composta al suo interno da un movimento a 5 onde (a parte rari casi); la sua ampiezza è eguale a quella di A oppure ad un multiplo Fibonacci di A. In genere dunque un successivo ritorno dei prezzi sui livelli estremi finali di A segnala il vicino completamento del movimento correttivo a 3 onde ripristinando il trend principale con il prossimo impulso.
L’onda C comunque in genere termina oltre il livello estremo di A; il target finale di C è il 38,2 o 50 o 61,8% dell’intero impulso precedente.

Seguendo la serie di Fiboncci, la correzione più frequente di un movimento è comunque pari al 61,8% del movimento stesso (vedi grafico sopra 62%). Un ritracciamento settimanale o giornaliero del 61,8% del totale del movimento è più importante di un conteggio di 5 onde rispettivamente sul giornaliero o intraday per ipotizzare che una possibile “inversione” accadrà a breve (ovviamente si cercherà conferma da un 1-2-3 o candlestick) !
MODELLI DI ONDE CORRETTIVE
- zig zag;???????? – flat;???????? – triangle;???????? – complex formation.
Il zig zag presenta una sequenza A, B, C rispettivamente di 5, 3 e 5 onde; è necessario che B non superi l’inizio di A.
Il flat è di norma una correzione sideways e si compone di 3, 3 e 5 onde; di norma B ricopre lo spazio sino all’origine di A e C completa il pattern con un movimento di dimensioni eguali ad A.
Solo quando C si presenta con una forma a 3 onde e non è in grado di superare l’origine di A si può esser in presenza di una formazione triangolare.
I triangoli sono movimenti sideways (in genere di continuazione del trend) di 5 onde A B C D E suddivise rispettivamente in 3 onde ciascuna; i volumi sono in diminuzione durante la formazione della figura. I triangoli possono essere: ascendenti, discendenti, simmetrici o simmetrici invertiti (molto raro). In breve l’onda C e D devono essere rispettivamente contenute dall’onda A e B. Di solito l’onda E è contenuta dall’onda C.
L’uscita del triangolo provocherà un impulso di 5 onde nella direzione del trend principale la cui misurazione potrà essere fatta:
- tramite proiezione del trend prima della figura;
- tramite misurazione dell’ampiezza del triangolo.
Le formazioni complesse presentano una configurazione iniziale A B C di zig zag o flat ma contengono un’onda intermedia X che può essere a 3 o 5 onde o triangolare (A B C X A B C).
L’ALTERNANZA
Viene usata per pronosticare quale sarà la forma d’onda 4:
- se l’onda 2 è stata un zig zag, l’onda 4 sarà flat o triangolo;
- se l’onda 2 è stata regolare, l’onda 4 sarà irregolare;
- se l’onda 2 è stata una sideways, l’onda 4 sarà acuta.
In breve, la 2 si contrappone alla 4, sono rari i casi in cui queste onde sono eguali come forma e correzione.
LA COSTRUZIONE DEL MOVIMENTO
Esempio :
Ammettiamo che l’onda 1 nasce da un minimo di 1.000 e arriva a 1.020; la correzione di onda 2 sarà pari a una % compresa tra 50 e 61,8 di onda 1, cioè l’area 1.007,64 e 1.010. Prendiamo 1.007,64 da dove parte l’onda 3 che avrà come target minimo 1.007,64+20=1.027,64 e massimo l’ 1,618 in più di onda 1 cioè 1.007,64+(20×1,618)=1.040 oppure il 2,618 in più cioè 1.007,64+(20×2,618)=1.060 oppure il 4,236 in più cioè 1.092,36 etc.
L’onda 4 successiva cade tra il 38,2% ed il 50% dell’onda 3 e cominceremo a contare l’onda 4 una volta superato il 23,6% di ritracciamento dai massimi.
Infine l’onda 5 ha più target comuni, ad esempio se onda 4 ha ritracciato per oltre il 50%, l’onda 5 probabilmente non riuscirà a passare il massimo di onda 3.
La correzione successiva A B C scenderà invece del 38,2 o 50 o 61,8% di tutta la distanza percorsa dalle 5 onde.
TREND CHANNEL E TARGET DEI MOVIMENTI
E’ possibile, utilizzando i “trend channel”, ipotizzare il corso ed il target finale di un trend :
e sfruttare la correzione (onde correttive a-b-c) successiva con target minimo del 38,2% dell’intero movimento rialzista :
anche dopo onda 1 (oppure dopo onda a – nel grafico si vede un’estensione di onda c) è possibile – utilizzando i numeri di Fibonacci – stabilire il target del movimento :
anche al termine di onda 3 si può stabilire il target successivo (onda 3 può – a volte – anche raggiungere il target price come sopra calcolato) come segue (si noti che quanto più veloce è stato il movimento di onda 3, tanto sarà veloce anche il successivo ritracciamento che si può ipotizzare di circa il 50% del movimento principale – da inizio onda 1 a fine onda 3) :
Ovviamente prima di entrare sul mercato è consigliabile attendere conferma del cambio trend data da un 1-2-3 rialzista o ribassista, da una rottura dell’ultimo massimo in un trend ribassista o dell’ultimo minimo in un trend rialzista o almeno un segnale candlestick (es. hammer, bullish engulfing, etc.).
L’OBIETTIVO TEMPORALE
Un’altra applicazione della serie di Fibonacci può essere quella di individuare “quando” il trend cambierà :
Prendendo la distanza tra gli ultimi due high swing o gli ultimi due low swing e moltiplicandola per 1,618 troverò, cioè, il giorno in cui il mercato dovrebbe invertire.

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La Teoria delle Onde di Elliott e la Serie di Fibonacci
Elliott Waves – La Teoria delle Onde di Elliot
Nelson Elliott scoprì che il mercato si muoveva in cicli ripetitivi chiamate waves(onde). Elliott mostrò che quando c’è un trend il mercato si muove in 5-3 wave pattern(figura). Le prime 5 vengono chiamate onde d’impulso e le ultime 3 onde di correzione.
Ecco una breve descrizione di cosa accade durante ogni “onda di Elliot”. Questa teoria funziona per tutti i mercati: stock, oro, bond…e ovviamente anche per il forex.
Wave 1 Il mercato si sta muovendo verso l’alto. Un relativamente basso numero di investitori sta comprando il cross perchè crede che sia un buon punto per un long.
Wave 2 Il cross viene considerato sopravvalutato. A questo punto gran parte della gente che era in long decide di chiudere le posizioni e portare a casa i guadagni. Il cross scende ma non raggiungerà i precedenti livelli minimi prima di essere comprato nuovamente.
Wave 3 Questa è di solito l’onda più forte e lunga, quasi sempre si supera il massimo raggiunto dall’onda 1, la gente compra in grossa quantità.
Wave 4 Vengono chiusi nuovamente i long per prendere profitto. Quest’onda è di solito debole perchè diversa gente rimane long aspettando la quinta onda.
Wave 5 In questa onda entra molta gente con posizioni di long e perciò il cross va velocemente sovraprezzo. A questo punto molte persone cominciano ad aprire gli short.
ABC Correction
Le 5 onde vengono corrette dalle successive 3 in controtendenza.
COME SI CALCOLANO
La 1 naturalmente trattandosi di un nuovo ciclo non si può calcolare.
La 2 che è la prima correzione alla 1 di solito rintraccia tra il 38,2% e il 61,8% mai oltre il 100%.
La 3 ha 1 target minimo ottenuto moltiplicando la lunghezza dell’onda 1 per 1,618 ed addizionarla al bottom (top) di onda 2.
La 4 rappresenta una peculiarità della teoria, a volte temporalmente può durare molto, altre molto poco. Di solito, dopo una fase sostenuta della direzionalità, gli operatori tendono a rimanere in attesa della ripresa del trend principale. Comunque di solito, in termini di ampiezza onda 4 misura 23,6% – 38,2% e raramente il 50% della lunghezza di onda 3. Raramente si è arrivati al 61,8%, generando poi incompletezze nella successiva 5. Diciamo che il target naturale di onda 4 misura tra il 23,6% e il 38,2% della 3.
La 5 segna la fine del movimento a 5 onde nel trend principale e può misurare:
-** come onda 1 -** oppure si moltiplica l’ampiezza di onda 1 per 3,236 (2*1,618) e si somma il risultato al minimo o al massimo di onda 1. Da rimarcare il fatto che onda 5 spesso nel mercato italiano estende e possiamo capire se ci sarà un’estensione se i volumi saranno superiori rispetto a quelli registrati nel corso di onda 3, allora sarà lecito attendersi un’estensione della 5.

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Elliott Waves – La Teoria delle Onde di Elliot