Forex broker - forex trading - FX
2009 aprile | Unione Investitori
Fonti
Ebook Gratis
Diventa Indipendente con Unione Investitori!
 
La Prima Newsletter in Italia che ti informa su come Guadagnare con gli Investimenti. Iscriviti ora e ricevi IN REGALO due ebooks sul Forex: "Cos'è il Forex" e "ABC del Forex", del valore complessivo di 37,00 euro.
 
ISCRIVITI ORA!
Email:
Nome:

Il tuo indirizzo email è al sicuro con noi, non verrà ai ceduto a terzi per nessun motivo. ODIAMO lo SPAM!!!

Trading Furbo
Trading Furbo\
Ebook Gratis
Download Gratis
BlogItalia - La directory italiana dei blog
Avvertenza
Gli autori ed il sito UNIONE INVESTITORI si dichiarano completamente estranei e disinteressati a qualsiasi promozione di attività finanziaria. Tutto ciò che verrà scritto in questo sito sarà da intendersi come pura espressione e condivisione personale di idee, opinioni ed informazioni senza invitare nè obbligare nessuno a prendere parte a qualsivoglia programma e/o attività e/o acquisto di alcun prodotto e/o servizio. Tutto ciò di cui si discuterà e scriverà sarà basato sull'esperienza personale e privata. Ci dichiaramo oltretutto completamente estranei e fuor causa per eventuali perdite di denaro o altro bene avvenute per vie dirette o indirette.

Archivio di aprile 2009

Il Money Mangement e la marginazione sul Forex

Un requisito essenziale per essere vincenti sul forex è quello di utilizzare un buon di MANAGEMENT. Un sistema di management è il modo con cui si decide quanto investire. Non stò a dilungarmi perchè non esiste un sistema “buono in assoluto”, ma ognuno deve crearsi un suo sistema in base alla strategia di trading adottata.

Faccio un esempio per darvi un’idea:
Ho un account con 1000$.
Apro un operazione LONG con 2 lotti sull’EURUSD entrando a 1,5000. Quindi ho acquistato valuta per 2×100.000$, ossia 200.000$. Di conseguenza il mio margine è di 1:200 (o se preferite 0,5%). Questo vuol dire che se il mercato scende del 0,5% ho perso tutto quello che avevo sul conto. Ragionando in pips se il mercato scende di 1,5000*0,5%=1,5000*0,005=75 pips io perdo tutto.
Come potete vedere è un numero di pips bassissimo, basta che esca una con valori diversi da quelli attesi dal mercato per avere oscillazioni superiori ai 100 pips in pochi minuti.

Personalmente faccio trading con operazioni che durano alcuni giorni e puntano a rendere dai 100 ai 400 pips, quindi ho bisogno di poter sopportare un drawdown abbastanza alto, perchè per quanto un sistema possa essere valido il mercato è un animale selvaggio e non si sa mai cosa può combinare. Di conseguenza ho optato per un margine di 1:10 (10%).
Tornando all’esempio di prima avrei potuto sopportare un drawdown di 1,5000*10%=1,5000*0,1=1500 pips e avrei aperto una posizione di 0,1 lotti (0,1×100.000$=10.000$).
So che può sembrare poco ma vi assicuro che è più che sufficiente.
Immaginate sempre di avere il famoso account di 1000$ e fare 200 pips a settimana…mantenere il numero di lotti calcolato a inizio settimana fino all’inizio della sucessiva dove si aggiunta in base ai profitti. Questo sarebbe il risultato:

Direi che non è male come progressione…


Continued here:
Il Money Mangement e la marginazione sul Forex

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Il Money Mangement e la marginazione sul Forex

Un requisito essenziale per essere vincenti sul forex è quello di utilizzare un buon di MANAGEMENT. Un di money management è il modo con cui si decide quanto investire. Non stò a dilungarmi perchè non esiste un “buono in assoluto”, ma ognuno deve crearsi un suo in base alla strategia di trading adottata.

Faccio un esempio per darvi un’idea:
Ho un account con 1000$.
Apro un operazione LONG con 2 lotti sull’EURUSD entrando a 1,5000. Quindi ho acquistato valuta per 2×100.000$, ossia 200.000$. Di conseguenza il mio margine è di 1:200 (o se preferite 0,5%). Questo vuol dire che se il mercato scende del 0,5% ho perso tutto quello che avevo sul conto. Ragionando in pips se il mercato scende di 1,5000*0,5%=1,5000*0,005=75 pips io perdo tutto.
Come potete vedere è un numero di pips bassissimo, basta che esca una con valori diversi da quelli attesi dal mercato per avere oscillazioni superiori ai 100 pips in pochi minuti.

Personalmente faccio trading con operazioni che durano alcuni giorni e puntano a rendere dai 100 ai 400 pips, quindi ho bisogno di poter sopportare un drawdown abbastanza alto, perchè per quanto un sistema possa essere valido il mercato è un animale selvaggio e non si sa mai cosa può combinare. Di conseguenza ho optato per un margine di 1:10 (10%).
Tornando all’esempio di prima avrei potuto sopportare un drawdown di 1,5000*10%=1,5000*0,1=1500 pips e avrei aperto una posizione di 0,1 lotti (0,1×100.000$=10.000$).
So che può sembrare poco ma vi assicuro che è più che sufficiente.
Immaginate sempre di avere il famoso account di 1000$ e fare 200 pips a settimana…mantenere il numero di lotti calcolato a inizio settimana fino all’inizio della sucessiva dove si aggiunta in base ai profitti. Questo sarebbe il risultato:

Direi che non è male come progressione…


Read more:
Il Money Mangement e la marginazione sul Forex

Tags: , , , , , , ,

Segnali di trading 30/04


Come sempre il mercato ci dimostra che la dote principale di un buon trader è la pazienza.
Stà per essere ricambiata la pazienza su GBPJPY e GBPUSD che ormai sono quasi pronti.
A più tardi per aggiornamenti.

Ok, su GBPJPY a 145,65 con TP a 144.

SHORT GBPJPY 145.65
TP 144.00
Profitto: pips
Drawdown max: pips
Profitto : 122 pips


More here:
Segnali di trading 30/04

Tags: , , , , , , ,

Segnali di trading 30/04


Come sempre il mercato ci dimostra che la dote principale di un buon trader è la pazienza.
Stà per essere ricambiata la pazienza su GBPJPY e GBPUSD che ormai sono quasi pronti.
A più tardi per aggiornamenti.

Ok, su GBPJPY a 145,65 con TP a 144.

SHORT GBPJPY 145.65
TP 144.00
Profitto: pips
Drawdown max: pips
Profitto : 122 pips


Read the original here:
Segnali di trading 30/04

Tags: , , , , , , , , , , ,

Come Scegliere un Forex Broker

Veniamo ad uno dei dubbi epici di quando ci si affaccia al mondo del Forex…che broker scelgo? Non esiste una risposta assoluta, dipende da che tipo di trading intendo fare. Vediamo quali sono i principali fattori da analizzare:

1) Margine: il margine è uno degli aspetti più importanti, una scelta sbagliata può influenzare o addirittura far fallire la nostra avventura nel mondo forex (portandosi via i nostri risparmi). Innanzitutto devo decidere se voglio fare scalping o swing trading. Fare scalping vuol dire fare operazioni veloci alla ricerca di pochi pips. In questo modo posso permettermi SL più stretti e un margine più alto (1:100 o anche 1:200…fate attenzione a margini superiori, perchè basta poco per bruciare tutto l’account). Fare swing trading vuol dire guardare ad orrizzonti temporali maggiori, a più pips per operazione, a meno operazioni e a SL molto superiori. Questo richiederà un margine minore (diciamo tra 1:10 e 1:100) per potter sopportare drawdown maggiori.

2) Spread: Lo spread è la differenza tra il prezzo di un’operazione LONG e quello di un’operazione . Ormai le differenze tra un broker e l’altro sono più contenute e possiamo dire che le maggiori differenze saranno tra i broker e i MARKET MAKER. I broker permettono di opoerare con prezzi di mercato (spread bassi) ma fanno pagare una commissione, i MARKET MAKER non praticano commissioni ma aumentano lo spread (per avere un guadagno). Solitamente gli scalper preferiscono gli , mentre per uno swing trader non c’è molta differenza, dopotutto 1 pip di differenza è importante se ne cerchi 10 ad operazione(10%), non lo è se ne cerchi 100 (1%).

3) Affidabilità: Questo è un altro aspetto importantissimo. Nessuno di noi vorrebbe affidare i propri soldi a un broker che poi non ce li restituirà o che operà in maniera poco corretta. Per questo esiste internet e i vari forum. Fate attenzione però, la maggior parte dei commenti se sono troppo lusinghieri e perchè sono scritti da dipendenti delle società stesse. Personalmente posso darvi un consiglio: se cercate un marketmaker appoggiatevi a FxPro o a IBFX (hanno entrambi 4 e sono tra i più affidabili), se invece cercate un ECN provate MBtrading, InteractiveBrokers o HotSpot. La differenza tra un ECN e l’altro stà nel capitale minimo per l’apertura di un account. Troverete le informazioni sul loro sito.

4) Piattaforma: Se opterete per un marketmaker vi consiglio di sceglierne uno con piattaforma MT4. Ha la possibilità di creare personalizzati e in rete troverete migliaia di articoli, forum, ecc… che ne parlano e dove potrete trovare aiuto. Per gli ECN invece ognuno ha la sua piattaforma. Anche qui vi consiglio di usare un broker in demo con Metatrader per l’analisi e poi la piattaforma dell’ECN per lanciare gli ordini. L’unico ECN che ha in programma di usare MT4 è MBTrading, però è ancora in fase di beta test, quindi ci vorrà tempo.

Penso che basti per ora. Se avete dubbi o bisogno di aiuto scrivete pure un commento che risponderò appena possibile.


Read the original here:
Come Scegliere un Forex Broker

Tags: , , , , , , , ,

Tipi di Ordini


accetta 3 tipi di ordini:

1) : sono ordini a valore di mercato;
2) Buy Stop, Sell : ordine di comprare o vendere a un valore maggiore dell’attuale;
3) Buy limit, Sell Stop: ordine di comprare o vendere a un valore inferiore all’attuale.

L’immagine chiarirà ogni dubbio.


Read more from the original source:
Tipi di Ordini

Tags: , , , , , ,

VSA – Guida alle tecniche di Volume Spread Analysis

Ecco il link ad una interessante guida sulla VSA…chi è interessato a questo tipo di analisi dovrebbe trovarla utile. Personalmente non mi trovo a mio agio con le analisi del volume sul Forex. Sarà perchè sul forex non esiste un vero volume (quello indicato non è un volume ma il numero di tick nell’intervallo di tempo) o forse perchè è una tecnica che non fa per me, non lo so, ma non riesco ad usarla con profitto. Preferisco la buona e sana analisi tecnica con oscillatori medie mobili, etc…

A voi la scelta…e il link…SCARICA PDF


See the original post:
VSA – Guida alle tecniche di Volume Spread Analysis

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Segnali di Trading 28/04


GBPJPY è molto vicino ad essere oversold e a un’inversione abbastanza decisa del trend. Purtroppo non ho avuto ancora un segnale chiaro, ma ormai è solo questione di tempo…per quel che riguarda USDCHF potremmo avere un ritracciamento prima che riprenda l’uptrend, quindi attenzione. A più tardi con nuovi aggiornamenti.


Continue reading here:
Segnali di Trading 28/04

Tags: , , , , , , , , , ,

Spud Fibo

Questo è un indicatore molto interessante. Permette di scegliere un timeframe (ad esempio settimanale) e traccia i livelli di a partire dal max e dal minimo della candela precedente di quel timeframe.

Può essere utile ad esempio per tracciare i livelli di Fibonacci (ritracciamento ed espansione) della settimana o del mese precedente sul timeframe attuale (ad esempio 30m).


View post:
Spud Fibo

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Segnali di Trading 27/04

La posizione aperta sull’USDCHF  è in profitto.

Aspetto che si crei un segnale di ingresso per GBPJPY GBPUSD e allora si che si vedranno bei guadagni…;-)
A più tardi per nuovi aggiornamenti.

Il long sull’USDCHF è arrivato al TP per +122 pips! Non male come inizio…a presto con nuovi segnali!!!


More here:
Segnali di Trading 27/04

Tags: , , , , , , , , ,

Ritracciamento ed Espansione di Fibonacci

è uno strumento molto utilizzato da chi si intende un pò di forex e dato che è un argomento molto vasto e complicato, non lo approfondiremo tutto ma solo la parte che ci interessa.
Il nome Fibonacci è dovuto al famoso matematico italiano che aveva scoperto delle serie di numeri che si ripetevano frequentemente in diversi ambiti.

Retracement Levels
0.236, 0.382, 0.500, 0.618, 0.764

Price Extension Levels
0, 0.382, 0.618, 1.000, 1.382, 1.618

Diversi broker ma non tutti includono questo potente strumento che ora andremo ad analizzare, se il vostro broker ne è sprovvisto vi consiglio di aprire una demo account su meta trader.

La prima serie di numeri viene usata come prezzo di ritracciamento (quando il prezzo sale e poi scende un pò e viceversa) ed è utile per individuare supporti e resistenze. Il motivo per cui fibonacci funziona è che tutti lo utilizzano e quindi grossi volumi di soldi sono scambiati in base alle sue indicazioni.

La seconda serie di numeri viene utilizzata come possibili livelli raggiungibili, in pratica servono a stabilire dove mettere eventuali target.

Per riuscire ad utilizzare fibonacci nei propri grafici bisogna riuscire ad individuare nei grafici swing(oscillazioni) high(alte) e swing lows(basse).

Uno swing high è una barra alta affiancata sia a destra che a sinistra da due barre più basse mentre una swing low è una barra bassa affiancata da due barre più alte.


FIBONACCI RETRACEMENT LEVELS

In un trend positivo l’idea è quella di andare long da un ritracciamento a un livello di supporto più alto; per fare questo bisogna cliccare su uno swing low significativo e tenere premuto fino al più recente swing high, questo vi mostrerà ogni livello di ritracciamento mostrandovi il numero di fibonacci corrispondente e il prezzo.

Facciamo ora un’esempio su un grafico:
Grafico impostato in hourly di USD/JPY. Clicchiamo su uno swing low posto a 110.78 il 07/12/05 e teniamo premuto fino a uno swing high poato a 112.27 del 07/13/05.
Potete vedere i livelli evidenziati dal programma: i livelli di ritracciamento erano 111.92 (0.236), 111.70 (0.382), 111.52 (0.500), e 111.35 (0.618).
Ora l’aspettativa è che USD/JPY ritracci da questi livelli, troverà supporto in uno dei livelli di Fibonacci perchè tutte le persone avranno piazzato degli ordini di long in quei livelli appena visto che il mercato scendeva.

Adesso andiamo ad analizzare che cosa è successo in seguito: il mercato scende fino al livello 0.236 e continua a scendere il giorno dopo raggiungendo con un acuto il livello 0.382 ma senza andare più su. Lo stesso giorno più tardi il mercato ricomincia il suo trend positivo. Comprare al livello 0.382 sarebbe stato un buon trade a breve termine.

Ora passiamo ad analizzare il livello di ritracciamento durante un trend negativo.
Grafico in hourly di EUR/USD. Come potete vedere abbiamo trovato il nostro swing high a 1.3278 il 02/28/05 e il nostro Swing Low a 1.3169 un paio di ore più tardi.
I livelli di ritracciamento erano: 1.3236 (0.618), 1.3224 (0.500), 1.3211 (0.382), e 1.3195 (.236).
L’aspettativa per un downtrend è che se ritraccia da questo punto troverà una resistenza in uno dei livelli di fibonacci perchè la gente piazzerà degli ordini di vendita in quei punti prima che il mercato ricominci a correre.

Andiamo a vedere cosa è successo dopo: il mercato supera il livello 0.382 
e velocemente anche il secondo livello, andandosi ad arrrestare sul terzo 0.500. Queelo sarebbe stato un buon punto per piazzare un’ordine di vendita.

Procediamo con un altro esempio. Grafico con periodo hourly di GBP/USD.
Troviamo uno swing high a 1.7438 il 07/26/05 e un Swing Low a 1.7336 il giorno seguente. I nostri livelli di ritracciamento sono quindi: 1.7399 (0.618), 1.7387 (0.500), 1.7375 (0.382), e 1.7360 (0.236). Guardando il grafico sembra che il mercato abbia provato a rompere il livello 0.500 in diverse occasioni, ma ha sempre fallito. Piazzare un ordine di sell a 0.500 potrebbe essere un buon trade?

Fare così avrebbe comportato perdere un sacco di soldi!! Andiamo a vedere cosa succede. Lo swing low sembra essere il punto più basso di questo downtrend così il mercato inizia a salire addirittura sopra lo swing high scelto da noi.

Da questo esempio si può dedurre come il mercato tenda a trovare supporti temporanei durante un trend positivo o punti di resistenza in un trend negativo proprio nei livelli di ritracciamento di fibonacci.
Non abbiamo in mano nulla che ci faccia capire a che livello ci sarà il supporto. Il primo livello sembra essere una resistenza/supporto molto debole mentre gli altri livelli escono con la stessa frequenza e non è detto che il mercato riprenderà il trend una volta arrivato ad un detertminato livello, può capitare infatti che il prezzo superi lo swing high o lo swing low fissati.

Piazzare gli stop loss non è semplice. La cosa migliore probabilmente è piazzare gli stop loss nello swing low durante un trend positivo e sullo swing high durante i trend negativi. Questo richiede un alto livello di rischio in proporzione al profitto potenziale del trade.
Come controllare il rischio verrà spiegato nella sezione management.

Un altro problema è quello di scegliere quali swing high e swing low sono i più adatti per fibonacci, la gente guarda i grafici in maniera diversa e le opinioni possono essere differenti. Non c’è una strada giusta, il mio consiglio è solo quello di non guardare i grafici con periodi troppo brevi(5 minut, mezz’ora) ma di aumentare la scale, penso che daily possa essere un buon periodo.


FIBONACCI PRICE EXTENSION LEVELS

Mentre la prima serie di fibonacci ci aiutava ad individuare livelli di supporto e resistenza la seconda serie serve per stabilire che target scegliere.
Supponiamo di avere un trend positivo, possiamo determinare che target raggiungerà utilizzando tre punti significativi del grafico: un punto di swing low, uno di swing high e il punto di swing low del ritracciamento. 

Supponiamo adesso di avere un grafico con periodo 1 ora sul cross USD/CHF, tracciamo i livelli di estensione di fibonacci cliccando sullo swing low a 1.2447 del 08/14/05 e tenendo premuto il mouse fino allo swing high a 1.2593 del 08/15/05 e poi andando giù di nuovo sullo swing low del ritracciamento posto a 1.2541 del 08/15/05. Si creano i seguenti livelli di estensione: 1.2597 (0.382), 1.2631 (0.618), 1.2687 (1.000), 1.2743 (1.382), 1.2760 (1.500), e 1.2777 (1.618).

Adesso guardiamo che cosa succede:
il mercato corre fino al livello 0.500, scende fino al swing low del ritracciamento poi torna allo 0.500, torna giù nuovamente, corre fino a livello 0.618 cade sul livello 0.382 che funge da supporto, poi sale fino a 1.382 dove si consolida un pò ed infine raggiunge 1.500.

Da questi esempi potete notare che il mercato spesso si ferma nei livelli di estensione di fibonacci.
Come nel ritracciamento anche qui ci sono gli stessi problemi: non si può sapere quale livello diventerà la resistenza.
Solitamente 0.500 è un buon livello per impostare il target e per aprire quindi una posizione opposta per il ritracciamento.

Un altro problema è quello di scegliere lo swing low dal quale far partire l’espansione di fibonacci, un metodo come quello usato nell’esempio è quello di farlo partire dall’ultimo swing low mentre un altro metodo è quello di posizionarlo sul più basso swing low preso dopo 30 barre.

Passiamo ora all’esempio in un trend negativo…
Nel grafico hourly di eur/usd abbiamo disegnato i livelli di estensione di fibonacci:
1.2041 (0.382), 1.2027 (0.500), 1.2013 (0.618), 1.1969 (1.000), 1.1925 (1.382), 1.1911 (1.500), e 1.1897 (1.618).

Vediamo cosa accade dopo il ritracciamento:
- Il mercato scende al livello 0.382 che diventa il suporto;
- il mercato rimane tra lo swing high del ritracciamento e il livello 0.382;
- Il mercato rompe il livello 0,382 e si ferma a 0,500;
- infine rompe 0,50 e va a 1.00.

Utilizzare i livelli di fibonacci e basta non vi farà diventare ricchi comunque sono molto utili se utilizzate una tecnica di trading.
Tutti i trader di successo conoscono come integrare gli e utilizzarli al meglio


Read more:
Ritracciamento ed Espansione di Fibonacci

Tags: , , , , , ,

Le Trend Lines

Le trend lines (o linee di tendenza) sono linee rette che uniscono due o più minimi (trend line rialzista) o due o più massimi (trend line ribassista). Se per disegnare una trend line sono necessari due punti. per confermarne la validità è inoltre necessario che la stessa trend line venga testata una terza volta. Le trend lines svolgono due funzioni fondamentali:

- determinano la direzione del mercato: il trend (rialzista o ribassista) del mercato è infatti evidenziato dall’andamento della trend line principale. La rottura di una trend line segnala quindi un cambiamento della direzione seguita dal mercato.
- costituiscono importanti supporti e resistenze dinamiche. L’importanza di una trend line è direttamente proporzionale all’aumento dell’ampiezza temporale (su cui è disegnata) e al numero di volte in cui è stata testata.

Le trend line hanno un’inclinazione che è funzione del tasso di crescita o diminuzione dei prezzi: poichè questi ultimi possono subire improvvise accelerazioni è utile disegnare più trend line, in modo da evidenziare sia il trend di medio periodo che quello di più breve periodo.

Le trend line vengono poi utilizzate per disegnare i cosiddetti canali, costruiti riportando  verso l’alto la parallela della trend line individuata come sopra su uno o più punti di massimo compresi nell’intervallo temporale in cui cadono i due minimi estremi utilizzati per tracciare la trend line (canale rialzista), oppure riportando verso il basso la parallela della trend line su uno o più punti di minimo compresi nell’intervallo temporale in cui cadono i due massimi estremi utilizzati per tracciare la trend line originale (canale ribassista). I prezzi fluttuano spesso all’interno di due linee parallele, la linea di tendenza principale è la linea del canale (detta return line).

Durante un movimento rialzista (uptrend) si disegna prima la linea di tendenza principale, (tracciata in modo da unire i prezzi minimi) e poi si traccia la return line partendo dal primo massimo (relativo) verificatosi dall’inizio del movimento. Viceversa, durante un movimento ribassista (downtrend), si disegna prima la linea di tendenza principale (che unisce i massimi relativi) e poi la return line a partire dal primo minimo verificatosi dall’inizio del movimento.

Analizzando il comportamento seguito dai prezzi all’interno di un canale è possibile evidenziare come:

la rottura della linea di tendenza principale provoca un’inversione del trend seguito dal mercato, mentre la rottura della return line provoca invece un’accelerazione del movimento in essere;
una volta che i prezzi fuoriescono dal canale, effettuano un movimento (minimo) pari alla profondità del canale.


Link:
Le Trend Lines

Tags: , , , , , ,

La Teoria di Dow

La più vecchia e conosciuta teori di analisi tecnica è la Teoria di Dow. Nel luglio del 1884 Charles H.Dow, titolare fin dal 1982 con E. Jones della società Dow-Jones & Co., introdusse un indice di borsa che sarebbe poi diventato uno strumento indispensabile per le analisi del mercato mobiliare: il Dow Jones industriale.
Già nel 1887 questo indice fu suddiviso in due parti: la prima comprendeva dodici titoli rappresentativi di società industriali, mentre la seconda si riferiva invece a 20 titoli di compagnie ferroviarie (transportations).
Dow non scrisse mai un libro sull’analisi tecnica, ma espresse le sue idee sul mercato azionario in numerosi articoli apparsi sul Wall Journal: questi articoli furono raccolti, ristampati e rielaborati da Robert Rhea che finalmente nel 1932 pubblicò il libro Dow in cui sono enunciati i 6 princìpi fondamentali di questa teoria.
1. Gli indici scontano tutto: ogni possibile fattore riguardante la domanda e l’offerta è riflesso negli indici di borsa. In pratica tutto ciò che non può essere anticipato dal mercato viene assimilato e scontato nei prezzi.
2. Il mercato ha tre trend:
– il trend primario (detto primary o major trend) che riflette l’atteggiamento degli investitori verso l’evoluzione dei fondamentali relativi al ciclo economico e dura solitamente da uno a più anni;
– il trend secondario (detto secondary o intermediate trend) che rappresenta una correzione del trend primario ed ha una durata media compresa fra 3 settimane e tre mesi. Queste correzioni intermedie (retracement) ripercorrono solitamente da 1/3 a 2/3 (solitamente il 50%) della lunghezza totale del movimento precedente;
– il trend minore (minor o trend) che dura solitamente meno di tre settimane e rappresenta le fluttuazioni di breve periodo;
3. Il trend primario ha tre fasi:
– La fase di accumulazione che si sviluppa con gli acquisti degli investitori più astuti e informati e si verifica quando tutte le notizie negative sono già state scontate dal mercato.
– La seconda fase (trend followers) è quella in cui i prezzi iniziano a salire rapidamente e le notizie economiche segnalano un continuo miglioramento nei fondamentali dell’economia.
– La terza fase si verifica qunado le notizie societarie divengono sempre più positive e il grosso dei piccoli investitori entra sul mercato determinando una crescita esponenziale sia delle quotazioni azionarie sia del volume speculativo. Durante quest’ultima fase, in cui nessuno sembra intenzionato a vendere, gli invesitori più informati cominciano invece a distribuire i titoli che avevano accumulato quando nessuno sembrava intenzionato a comprare (per questo è detta fase di distribuzione).
4. Gli indici si devono confermare a vicenda: Dow, riferendosi all’indice industriale (Dow Jones industrial) e all’indice ferroviario (oggi denominato Dow Jones transportations, allora Railways index) sosteneva che nessun sostanziale cambiamento nel trend primario poteva verificarsi se entrambi gli indici non avessero dato la stessa indicazione. Finchè cioè i due indici si muovono nella stessa direzione, il trend primario è ritenuto ancora in forza.
5. Il volume deve confermare il trend. Deve cioè espandersi nella direzione del trend primario. Se il trend primario è al rialzo, il volume dovrebbe aumentare quando i prezzi salgono e diminuire quando i prezzi scendono. In un trend primario ribassista, al contrario, dovrebbe aumentare quando quando i prezzi diminuiscono e diminuire quando i prezzi aumentano.
6. Un trend è in atto finchè non si verifica un segnale definitivo di inversione di tendenza.
La teoria di Dow determina quindi la direzione della tendenza primaria del mercato: non ha quindi fini previsionali, ma solo individuazione del trend primario seguito dal mercato.


Visit link:
La Teoria di Dow

Tags: , , , , , , ,

La Teoria di Dow

La più vecchia e conosciuta teori di analisi tecnica è la Teoria di Dow. Nel luglio del 1884 Charles H.Dow, titolare fin dal 1982 con E. Jones della società Dow-Jones & Co., introdusse un indice di borsa che sarebbe poi diventato uno strumento indispensabile per le analisi del mercato mobiliare: il Dow Jones industriale.
Già nel 1887 questo indice fu suddiviso in due parti: la prima comprendeva dodici titoli rappresentativi di società industriali, mentre la seconda si riferiva invece a 20 titoli di compagnie ferroviarie (transportations).
Dow non scrisse mai un libro sull’analisi tecnica, ma espresse le sue idee sul mercato azionario in numerosi articoli apparsi sul Wall Journal: questi articoli furono raccolti, ristampati e rielaborati da Robert Rhea che finalmente nel 1932 pubblicò il libro Dow in cui sono enunciati i 6 princìpi fondamentali di questa teoria.
1. Gli indici scontano tutto: ogni possibile fattore riguardante la domanda e l’offerta è riflesso negli indici di borsa. In pratica tutto ciò che non può essere anticipato dal mercato viene assimilato e scontato nei prezzi.
2. Il mercato ha tre trend:
– il trend primario (detto primary o major trend) che riflette l’atteggiamento degli investitori verso l’evoluzione dei fondamentali relativi al ciclo economico e dura solitamente da uno a più anni;
– il trend secondario (detto secondary o intermediate trend) che rappresenta una correzione del trend primario ed ha una durata media compresa fra 3 settimane e tre mesi. Queste correzioni intermedie (retracement) ripercorrono solitamente da 1/3 a 2/3 (solitamente il 50%) della lunghezza totale del movimento precedente;
– il trend minore (minor o trend) che dura solitamente meno di tre settimane e rappresenta le fluttuazioni di breve periodo;
3. Il trend primario ha tre fasi:
– La fase di accumulazione che si sviluppa con gli acquisti degli investitori più astuti e informati e si verifica quando tutte le notizie negative sono già state scontate dal mercato.
– La seconda fase (trend followers) è quella in cui i prezzi iniziano a salire rapidamente e le notizie economiche segnalano un continuo miglioramento nei fondamentali dell’economia.
– La terza fase si verifica qunado le notizie societarie divengono sempre più positive e il grosso dei piccoli investitori entra sul mercato determinando una crescita esponenziale sia delle quotazioni azionarie sia del volume speculativo. Durante quest’ultima fase, in cui nessuno sembra intenzionato a vendere, gli invesitori più informati cominciano invece a distribuire i titoli che avevano accumulato quando nessuno sembrava intenzionato a comprare (per questo è detta fase di distribuzione).
4. Gli indici si devono confermare a vicenda: Dow, riferendosi all’indice industriale (Dow Jones industrial) e all’indice ferroviario (oggi denominato Dow Jones transportations, allora Railways index) sosteneva che nessun sostanziale cambiamento nel trend primario poteva verificarsi se entrambi gli indici non avessero dato la stessa indicazione. Finchè cioè i due indici si muovono nella stessa direzione, il trend primario è ritenuto ancora in forza.
5. Il volume deve confermare il trend. Deve cioè espandersi nella direzione del trend primario. Se il trend primario è al rialzo, il volume dovrebbe aumentare quando i prezzi salgono e diminuire quando i prezzi scendono. In un trend primario ribassista, al contrario, dovrebbe aumentare quando quando i prezzi diminuiscono e diminuire quando i prezzi aumentano.
6. Un trend è in atto finchè non si verifica un segnale definitivo di inversione di tendenza.
La teoria di Dow determina quindi la direzione della tendenza primaria del mercato: non ha quindi fini previsionali, ma solo individuazione del trend primario seguito dal mercato.


More:
La Teoria di Dow

Tags: , , , , , , , ,

Supporti e Resistenze

Il trend seguito dal mercato è determinato dai prezzi massimi e minimi (sia relativi che assoluti) visibili sui grafici. Oltre a determinare la direzione del mercato, questi massimi e minimi assumono notevole importanza in quanto costituiscono notevole importanza in quanto costituiscono i livelli di prezzo utilizzati dagli analisti per l’apertura di nuove posizioni speculative.

I minimi si verificano al termine di un movimento ribassista e vengono solitamente chiamati supporti. Sono livelli di prezzo in cui la pressione degli acquirenti (buyers) supera quella dei venditori (sellers) provocando in questo modo un rimbalzo dei prezzi. Le quotazioni arrestano cioè la loro discesa e ricominciano a salire.

I massimi si registrano invece al termine di un movimento rialzista e vengono chiamate resistenze. Sono cioè livelli di prezzo in cui la pressione dei venditori supera quella degli acquirenti, provocando la fine del movimento rialzista. I prezzi arrestano cioè la loro ascesa e cominciano a scendere.

L’individuazione sui grafici a barre dei principali supporti e delle più forti resistenze avviene utilizzando una serie di regole “tecniche”:

1. un supporto statico coincide solitamente con un precedente minimo mentre una resistenza statica sottintende il fatto che il livello così trovato non cambia nel tempo, essendo rappresentato da una linea orizzontal;
2. i supporti e le resistenze dinamiche vengono invece individuate tracciando apposite linee di tendenza (trend line);
3. quando una resistenza viene superata diventa supporto mentre quando un supporto viene ceduto diviene resistenza;
4. utilizzando predeterminate percentuali di tracciamento (di e Gann).


Read more:
Supporti e Resistenze

Tags: , , , , , ,