Archivio di aprile 2009
Il Money Mangement e la marginazione sul Forex
Un requisito essenziale per essere vincenti sul forex è quello di utilizzare un buon sistema di MONEY MANAGEMENT. Un sistema di money management è il modo con cui si decide quanto investire. Non stò a dilungarmi perchè non esiste un sistema “buono in assoluto”, ma ognuno deve crearsi un suo sistema in base alla strategia di trading adottata.
Faccio un esempio per darvi un’idea:
Ho un account con 1000$.
Apro un operazione LONG con 2 lotti sull’EURUSD entrando a 1,5000. Quindi ho acquistato valuta per 2×100.000$, ossia 200.000$. Di conseguenza il mio margine è di 1:200 (o se preferite 0,5%). Questo vuol dire che se il mercato scende del 0,5% ho perso tutto quello che avevo sul conto. Ragionando in pips se il mercato scende di 1,5000*0,5%=1,5000*0,005=75 pips io perdo tutto.
Come potete vedere è un numero di pips bassissimo, basta che esca una news con valori diversi da quelli attesi dal mercato per avere oscillazioni superiori ai 100 pips in pochi minuti.
Personalmente faccio trading con operazioni che durano alcuni giorni e puntano a rendere dai 100 ai 400 pips, quindi ho bisogno di poter sopportare un drawdown abbastanza alto, perchè per quanto un sistema possa essere valido il mercato è un animale selvaggio e non si sa mai cosa può combinare. Di conseguenza ho optato per un margine di 1:10 (10%).
Tornando all’esempio di prima avrei potuto sopportare un drawdown di 1,5000*10%=1,5000*0,1=1500 pips e avrei aperto una posizione di 0,1 lotti (0,1×100.000$=10.000$).
So che può sembrare poco ma vi assicuro che è più che sufficiente.
Immaginate sempre di avere il famoso account di 1000$ e fare 200 pips a settimana…mantenere il numero di lotti calcolato a inizio settimana fino all’inizio della sucessiva dove si aggiunta in base ai profitti. Questo sarebbe il risultato:
Direi che non è male come progressione…

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Il Money Mangement e la marginazione sul Forex
Il Money Mangement e la marginazione sul Forex
Un requisito essenziale per essere vincenti sul forex è quello di utilizzare un buon sistema di MONEY MANAGEMENT. Un sistema di money management è il modo con cui si decide quanto investire. Non stò a dilungarmi perchè non esiste un sistema “buono in assoluto”, ma ognuno deve crearsi un suo sistema in base alla strategia di trading adottata.
Faccio un esempio per darvi un’idea:
Ho un account con 1000$.
Apro un operazione LONG con 2 lotti sull’EURUSD entrando a 1,5000. Quindi ho acquistato valuta per 2×100.000$, ossia 200.000$. Di conseguenza il mio margine è di 1:200 (o se preferite 0,5%). Questo vuol dire che se il mercato scende del 0,5% ho perso tutto quello che avevo sul conto. Ragionando in pips se il mercato scende di 1,5000*0,5%=1,5000*0,005=75 pips io perdo tutto.
Come potete vedere è un numero di pips bassissimo, basta che esca una news con valori diversi da quelli attesi dal mercato per avere oscillazioni superiori ai 100 pips in pochi minuti.
Personalmente faccio trading con operazioni che durano alcuni giorni e puntano a rendere dai 100 ai 400 pips, quindi ho bisogno di poter sopportare un drawdown abbastanza alto, perchè per quanto un sistema possa essere valido il mercato è un animale selvaggio e non si sa mai cosa può combinare. Di conseguenza ho optato per un margine di 1:10 (10%).
Tornando all’esempio di prima avrei potuto sopportare un drawdown di 1,5000*10%=1,5000*0,1=1500 pips e avrei aperto una posizione di 0,1 lotti (0,1×100.000$=10.000$).
So che può sembrare poco ma vi assicuro che è più che sufficiente.
Immaginate sempre di avere il famoso account di 1000$ e fare 200 pips a settimana…mantenere il numero di lotti calcolato a inizio settimana fino all’inizio della sucessiva dove si aggiunta in base ai profitti. Questo sarebbe il risultato:
Direi che non è male come progressione…

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Segnali di trading 30/04

Come sempre il mercato ci dimostra che la dote principale di un buon trader è la pazienza.
Stà per essere ricambiata la pazienza su GBPJPY e GBPUSD che ormai sono quasi pronti.
A più tardi per aggiornamenti.
Ok, SHORT su GBPJPY a 145,65 con TP a 144.
SHORT GBPJPY 145.65
TP 144.00
Profitto: pips
Drawdown max: pips
Profitto Sistema: 122 pips

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Segnali di trading 30/04
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Come sempre il mercato ci dimostra che la dote principale di un buon trader è la pazienza.
Stà per essere ricambiata la pazienza su GBPJPY e GBPUSD che ormai sono quasi pronti.
A più tardi per aggiornamenti.
Ok, SHORT su GBPJPY a 145,65 con TP a 144.
SHORT GBPJPY 145.65
TP 144.00
Profitto: pips
Drawdown max: pips
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Come Scegliere un Forex Broker
Veniamo ad uno dei dubbi epici di quando ci si affaccia al mondo del Forex…che broker scelgo? Non esiste una risposta assoluta, dipende da che tipo di trading intendo fare. Vediamo quali sono i principali fattori da analizzare:
1) Margine: il margine è uno degli aspetti più importanti, una scelta sbagliata può influenzare o addirittura far fallire la nostra avventura nel mondo forex (portandosi via i nostri risparmi). Innanzitutto devo decidere se voglio fare scalping o swing trading. Fare scalping vuol dire fare operazioni veloci alla ricerca di pochi pips. In questo modo posso permettermi SL più stretti e un margine più alto (1:100 o anche 1:200…fate attenzione a margini superiori, perchè basta poco per bruciare tutto l’account). Fare swing trading vuol dire guardare ad orrizzonti temporali maggiori, a più pips per operazione, a meno operazioni e a SL molto superiori. Questo richiederà un margine minore (diciamo tra 1:10 e 1:100) per potter sopportare drawdown maggiori.
2) Spread: Lo spread è la differenza tra il prezzo di un’operazione LONG e quello di un’operazione SHORT. Ormai le differenze tra un broker e l’altro sono più contenute e possiamo dire che le maggiori differenze saranno tra i broker ECN e i MARKET MAKER. I broker ECN permettono di opoerare con prezzi di mercato (spread bassi) ma fanno pagare una commissione, i MARKET MAKER non praticano commissioni ma aumentano lo spread (per avere un guadagno). Solitamente gli scalper preferiscono gli ECN, mentre per uno swing trader non c’è molta differenza, dopotutto 1 pip di differenza è importante se ne cerchi 10 ad operazione(10%), non lo è se ne cerchi 100 (1%).
3) Affidabilità: Questo è un altro aspetto importantissimo. Nessuno di noi vorrebbe affidare i propri soldi a un broker che poi non ce li restituirà o che operà in maniera poco corretta. Per questo esiste internet e i vari forum. Fate attenzione però, la maggior parte dei commenti se sono troppo lusinghieri e perchè sono scritti da dipendenti delle società stesse. Personalmente posso darvi un consiglio: se cercate un marketmaker appoggiatevi a FxPro o a IBFX (hanno entrambi Metatrader 4 e sono tra i più affidabili), se invece cercate un ECN provate MBtrading, InteractiveBrokers o HotSpot. La differenza tra un ECN e l’altro stà nel capitale minimo per l’apertura di un account. Troverete le informazioni sul loro sito.
4) Piattaforma: Se opterete per un marketmaker vi consiglio di sceglierne uno con piattaforma MT4. Ha la possibilità di creare indicatori personalizzati e in rete troverete migliaia di articoli, forum, ecc… che ne parlano e dove potrete trovare aiuto. Per gli ECN invece ognuno ha la sua piattaforma. Anche qui vi consiglio di usare un broker in demo con Metatrader per l’analisi e poi la piattaforma dell’ECN per lanciare gli ordini. L’unico ECN che ha in programma di usare MT4 è MBTrading, però è ancora in fase di beta test, quindi ci vorrà tempo.
Penso che basti per ora. Se avete dubbi o bisogno di aiuto scrivete pure un commento che risponderò appena possibile.
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Come Scegliere un Forex Broker
Tipi di Ordini

Metatrader accetta 3 tipi di ordini:
1) Diretti: sono ordini a valore di mercato;
2) Buy Stop, Sell Limit: ordine di comprare o vendere a un valore maggiore dell’attuale;
3) Buy limit, Sell Stop: ordine di comprare o vendere a un valore inferiore all’attuale.
L’immagine chiarirà ogni dubbio.

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Tipi di Ordini
VSA – Guida alle tecniche di Volume Spread Analysis
Ecco il link ad una interessante guida sulla VSA…chi è interessato a questo tipo di analisi dovrebbe trovarla utile. Personalmente non mi trovo a mio agio con le analisi del volume sul Forex. Sarà perchè sul forex non esiste un vero volume (quello indicato non è un volume ma il numero di tick nell’intervallo di tempo) o forse perchè è una tecnica che non fa per me, non lo so, ma non riesco ad usarla con profitto. Preferisco la buona e sana analisi tecnica con oscillatori medie mobili, etc…
A voi la scelta…e il link…SCARICA PDF
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VSA – Guida alle tecniche di Volume Spread Analysis
Segnali di Trading 28/04

GBPJPY è molto vicino ad essere oversold e a un’inversione abbastanza decisa del trend. Purtroppo non ho avuto ancora un segnale chiaro, ma ormai è solo questione di tempo…per quel che riguarda USDCHF potremmo avere un ritracciamento prima che riprenda l’uptrend, quindi attenzione. A più tardi con nuovi aggiornamenti.

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Segnali di Trading 28/04
Spud Fibo
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Spud Fibo
Segnali di Trading 27/04
La posizione aperta sull’USDCHF è in profitto.
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Segnali di Trading 27/04
Ritracciamento ed Espansione di Fibonacci
Fibonacci è uno strumento molto utilizzato da chi si intende un pò di forex e dato che è un argomento molto vasto e complicato, non lo approfondiremo tutto ma solo la parte che ci interessa. Price Retracement Levels Price Extension Levels Diversi broker ma non tutti includono questo potente strumento che ora andremo ad analizzare, se il vostro broker ne è sprovvisto vi consiglio di aprire una demo account su meta trader. La prima serie di numeri viene usata come prezzo di ritracciamento (quando il prezzo sale e poi scende un pò e viceversa) ed è utile per individuare supporti e resistenze. Il motivo per cui fibonacci funziona è che tutti lo utilizzano e quindi grossi volumi di soldi sono scambiati in base alle sue indicazioni. La seconda serie di numeri viene utilizzata come possibili livelli raggiungibili, in pratica servono a stabilire dove mettere eventuali target. Per riuscire ad utilizzare fibonacci nei propri grafici bisogna riuscire ad individuare nei grafici swing(oscillazioni) high(alte) e swing lows(basse). Uno swing high è una barra alta affiancata sia a destra che a sinistra da due barre più basse mentre una swing low è una barra bassa affiancata da due barre più alte. FIBONACCI RETRACEMENT LEVELS In un trend positivo l’idea è quella di andare long da un ritracciamento a un livello di supporto più alto; per fare questo bisogna cliccare su uno swing low significativo e tenere premuto fino al più recente swing high, questo vi mostrerà ogni livello di ritracciamento mostrandovi il numero di fibonacci corrispondente e il prezzo. Facciamo ora un’esempio su un grafico:
Il nome Fibonacci è dovuto al famoso matematico italiano che aveva scoperto delle serie di numeri che si ripetevano frequentemente in diversi ambiti.
0.236, 0.382, 0.500, 0.618, 0.764
0, 0.382, 0.618, 1.000, 1.382, 1.618
Grafico impostato in hourly di USD/JPY. Clicchiamo su uno swing low posto a 110.78 il 07/12/05 e teniamo premuto fino a uno swing high poato a 112.27 del 07/13/05.
Potete vedere i livelli evidenziati dal programma: i livelli di ritracciamento erano 111.92 (0.236), 111.70 (0.382), 111.52 (0.500), e 111.35 (0.618).
Ora l’aspettativa è che USD/JPY ritracci da questi livelli, troverà supporto in uno dei livelli di Fibonacci perchè tutte le persone avranno piazzato degli ordini di long in quei livelli appena visto che il mercato scendeva.

Adesso andiamo ad analizzare che cosa è successo in seguito: il mercato scende fino al livello 0.236 e continua a scendere il giorno dopo raggiungendo con un acuto il livello 0.382 ma senza andare più su. Lo stesso giorno più tardi il mercato ricomincia il suo trend positivo. Comprare al livello 0.382 sarebbe stato un buon trade a breve termine.

Ora passiamo ad analizzare il livello di ritracciamento durante un trend negativo.
Grafico in hourly di EUR/USD. Come potete vedere abbiamo trovato il nostro swing high a 1.3278 il 02/28/05 e il nostro Swing Low a 1.3169 un paio di ore più tardi.
I livelli di ritracciamento erano: 1.3236 (0.618), 1.3224 (0.500), 1.3211 (0.382), e 1.3195 (.236).
L’aspettativa per un downtrend è che se ritraccia da questo punto troverà una resistenza in uno dei livelli di fibonacci perchè la gente piazzerà degli ordini di vendita in quei punti prima che il mercato ricominci a correre.

Andiamo a vedere cosa è successo dopo: il mercato supera il livello 0.382
e velocemente anche il secondo livello, andandosi ad arrrestare sul terzo 0.500. Queelo sarebbe stato un buon punto per piazzare un’ordine di vendita.

Procediamo con un altro esempio. Grafico con periodo hourly di GBP/USD.
Troviamo uno swing high a 1.7438 il 07/26/05 e un Swing Low a 1.7336 il giorno seguente. I nostri livelli di ritracciamento sono quindi: 1.7399 (0.618), 1.7387 (0.500), 1.7375 (0.382), e 1.7360 (0.236). Guardando il grafico sembra che il mercato abbia provato a rompere il livello 0.500 in diverse occasioni, ma ha sempre fallito. Piazzare un ordine di sell a 0.500 potrebbe essere un buon trade?

Fare così avrebbe comportato perdere un sacco di soldi!! Andiamo a vedere cosa succede. Lo swing low sembra essere il punto più basso di questo downtrend così il mercato inizia a salire addirittura sopra lo swing high scelto da noi.

Da questo esempio si può dedurre come il mercato tenda a trovare supporti temporanei durante un trend positivo o punti di resistenza in un trend negativo proprio nei livelli di ritracciamento di fibonacci.
Non abbiamo in mano nulla che ci faccia capire a che livello ci sarà il supporto. Il primo livello sembra essere una resistenza/supporto molto debole mentre gli altri livelli escono con la stessa frequenza e non è detto che il mercato riprenderà il trend una volta arrivato ad un detertminato livello, può capitare infatti che il prezzo superi lo swing high o lo swing low fissati.
Piazzare gli stop loss non è semplice. La cosa migliore probabilmente è piazzare gli stop loss nello swing low durante un trend positivo e sullo swing high durante i trend negativi. Questo richiede un alto livello di rischio in proporzione al profitto potenziale del trade.
Come controllare il rischio verrà spiegato nella sezione money management.
Un altro problema è quello di scegliere quali swing high e swing low sono i più adatti per fibonacci, la gente guarda i grafici in maniera diversa e le opinioni possono essere differenti. Non c’è una strada giusta, il mio consiglio è solo quello di non guardare i grafici con periodi troppo brevi(5 minut, mezz’ora) ma di aumentare la scale, penso che daily possa essere un buon periodo.
FIBONACCI PRICE EXTENSION LEVELS
Mentre la prima serie di fibonacci ci aiutava ad individuare livelli di supporto e resistenza la seconda serie serve per stabilire che target scegliere.
Supponiamo di avere un trend positivo, possiamo determinare che target raggiungerà utilizzando tre punti significativi del grafico: un punto di swing low, uno di swing high e il punto di swing low del ritracciamento.
Supponiamo adesso di avere un grafico con periodo 1 ora sul cross USD/CHF, tracciamo i livelli di estensione di fibonacci cliccando sullo swing low a 1.2447 del 08/14/05 e tenendo premuto il mouse fino allo swing high a 1.2593 del 08/15/05 e poi andando giù di nuovo sullo swing low del ritracciamento posto a 1.2541 del 08/15/05. Si creano i seguenti livelli di estensione: 1.2597 (0.382), 1.2631 (0.618), 1.2687 (1.000), 1.2743 (1.382), 1.2760 (1.500), e 1.2777 (1.618).

Adesso guardiamo che cosa succede:
il mercato corre fino al livello 0.500, scende fino al swing low del ritracciamento poi torna allo 0.500, torna giù nuovamente, corre fino a livello 0.618 cade sul livello 0.382 che funge da supporto, poi sale fino a 1.382 dove si consolida un pò ed infine raggiunge 1.500.

Da questi esempi potete notare che il mercato spesso si ferma nei livelli di estensione di fibonacci.
Come nel ritracciamento anche qui ci sono gli stessi problemi: non si può sapere quale livello diventerà la resistenza.
Solitamente 0.500 è un buon livello per impostare il target e per aprire quindi una posizione opposta per il ritracciamento.
Un altro problema è quello di scegliere lo swing low dal quale far partire l’espansione di fibonacci, un metodo come quello usato nell’esempio è quello di farlo partire dall’ultimo swing low mentre un altro metodo è quello di posizionarlo sul più basso swing low preso dopo 30 barre.
Passiamo ora all’esempio in un trend negativo…
Nel grafico hourly di eur/usd abbiamo disegnato i livelli di estensione di fibonacci:
1.2041 (0.382), 1.2027 (0.500), 1.2013 (0.618), 1.1969 (1.000), 1.1925 (1.382), 1.1911 (1.500), e 1.1897 (1.618).

Vediamo cosa accade dopo il ritracciamento:
- Il mercato scende al livello 0.382 che diventa il suporto;
- il mercato rimane tra lo swing high del ritracciamento e il livello 0.382;
- Il mercato rompe il livello 0,382 e si ferma a 0,500;
- infine rompe 0,50 e va a 1.00.

Utilizzare i livelli di fibonacci e basta non vi farà diventare ricchi comunque sono molto utili se utilizzate una tecnica di trading.
Tutti i trader di successo conoscono come integrare gli indicatori e utilizzarli al meglio

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La Teoria di Dow
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